La guerra di Piero – La guerra dei poveri?

guerra-dei-poveri

“…e mentre marciavi ca munnizza in spalle

vedesti un uomo in fondo alla valle

che aveva il tuo stesso identico umore

ma la divisa di un altro colore

AMIA o AMIA Essemme

Apas o cenciaioli che dir si voglia

cittadini panormitani oltre la soglia.

Piero, raccogli la munnizza ora

e dopo una spalata, spala ancora

fino a che tu non lo vedrai pulire le strade

disinfettare in terra per far sparire topi e letame…â€

È di oggi la notizia che a Palermo si è aperta la guerra dei poveri. L’irresponsabilità di questa amministrazione cittadina sta portando all’esasperazione cittadini e lavoratori. Un clima da guerra civile. Il degrado urbano non è mai arrivato a toccare l’apice di questi giorni.

Le strade sono divenute ormai discariche a cielo aperto. Tutte, nessuna esclusa. Non si riesce a capire cosa si aspetti a dichiarare il fallimento di AMIA. Lo chiede la procura, lo auspicano tutti ma più il tempo è trascorso, più si è assistito alla sconfitta di chi sul degrado ha voluto speculare portando ai media locali rassicurazioni prive di fondamento.

Ricordiamo la passerella del Ministro Prestigiacomo, venuta a Palermo a dichiarare, come è ormai costume da tempo, la fine dell’emergenza quando, al contrario l’emergenza doveva ancora toccare i livelli di questi giorni; Parole, parole, parole. Come l’impiego di risorse e mezzi ulteriori. Di questi giorni è il video beffa del Sindaco che gira nelle reti private. Berlusconi docet. Monologhi senza contraddittorio alcuno e via col festival delle milzate. Risultato?

Emergenza permanente e mai conclusa; cinque mini compattatori danneggiati alle ruote, danni più gravi a quattro compattatori grandi, a un autocarro e a un altro mini compattatore. Le condizioni attuali dell’igiene in città sono deprecabili ed allarmanti. Mentre inizialmente nelle strade si accumulavano per decine e decine di metri essenzialmente sacchetti di immondizia, oggi per le strade si trova di tutto. Dai frigoriferi, ai divani; dai mobili a non meglio precisati bidoni colmi di materiali misteriosi. Praticamente arredamento per tutti i gusti.

Dal Vintage al Retrò, si rischia di fare veri affari! Tornando al tema principale, giusto per dare a Piero quel che è di Piero, voglio solo sottolineare come la responsabilità di queste inefficienze, di questi misfatti, di questa guerra esasperata tra lavoratori della stessa grande famiglia, tra cittadini palermitani innanzitutto, abbia un nome ed un cognome preciso! Per la serie vedila come vuoi “sempre cucuzza o Cammarata èâ€.

Logiche, anzi illogicità che rispondono alla volontà di un’amministrazione sorda ed inefficiente. Non si può che chiedere, gridare per avere dimissioni immediate per palese incapacità governativa del Sindaco Cammarata e della sua giunta.

LA CONTROPROPOSTA DI RIFORMA GIURISPRUDENZIALE

giurisprudenza1Anche a cura dell’Associazione Universitaria-culturale “Voce al merito

TESTO UNICO DI RIFORMA UNIVERSITARIA E DI ACCESSO ALLE PROFESSIONI GIURIDICO-FORENSI

LA RIFORMA PER PUNTI

A. L’UNIVERSITA’:
1. No ai test di ingresso da effettuarsi prima dell’acceso all’A.A.
L’articolo 34 della nostra Costituzione afferma che ” i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Tale principio secondo cui all’alta formazione si accede per meritocrazia è oramai calpestato dai test d’ingresso alle facoltà a numero chiuso che, il più delle volte, non hanno alcuna attinenza col campo di studi scelto. Tutto si può pensar di dire, tranne che sia la meritocrazia il perno della valutazione selettiva posta dai test. Inoltre, la creazione di lobby e di interessi economici per il superamento di questi, hanno portato questo sistema di valutazione alla deriva di sotterfugi vari al limite se non oltre il campo del consentito.
2. Un criterio maggiormente meritocratico e che, per questo, non in contrasto con l’art.34 Cost è quello di prevedere una soglia di sbarramento al secondo anno (per crediti e propedeuticità). Questo consentirebbe una valutazione delle capacità ed attitudini dei soggetti direttamente sul campo e non con test che poco hanno a che fare con le discipline dei corsi.
3. Prevedere per i corsi annuali un numero di crediti prestabilito e, rispetto al totale, una parte di questi deve essere destinata ad attività di studio della giurisprudenza ed all’esame di casi giurisprudenziali, con l’obbiettivo di iniziare ad avvicinare lo studente ai risvolti pratici dello studio magistrale in giurisprudenza
4. Istituire per il quarto ed il quinto anno corsi di avviamento alle attività giuridico-forensi (Laboratori giuridici), dando maggiore praticità lavorativa al corso di studi. Lo si può fare inserendo tali attività contestualmente alle lezioni o inserendo gli appositi corsi tra le materie obbligatorie previste dal piano di studi (siano esse di contesto o non).
5. Accorpare le materie di 4° e 5° anno indicate dalla dicitura “II” in corsi annuali previsti nei primi quattro anni. Così facendo si evita l’ingessatura del quinto anno che, al contrario, potrà essere utilizzato per “specializzarsi” in un determinato settore giuridico.
6. Prevedere per i soli corsi annuali la suddivisione in “moduli” con relative prove in itinere anche e sopratutto per quanto attiene l’esperienza pratica svolta, di tipo scritto.
7. Istituire al quinto anno gli indirizzi di “specializzazione” con relative materie di indirizzo (es: privatistico, penalistico, pubblicistico, internazionale e dell’Unione Europea, impresa e diritto dell’economia pubblica e privata, teorico-metodologico, tributarista). Si andrebbero ad attivare solamente quei corsi che raggiungono un minimum di iscritti (come già oggi avviene per le cosiddette “materie a scelta dello studente”).
8. Prevedere in relazione alla specializzazione conseguita dallo studente, un riconoscimento in termini di punteggio per i futuri concorsi, bandi pubblici e privati che avessero attinenza con il particolare titolo di studio conseguito, nonché per l’accesso alle scuole post-laurea e per le carriere giuridico-forensi. Attribuire, in sostanza, in modo proporzionale con l’attività svolta un valore simile ai master post-laurea, così da dare valore sostanziale alle scelte prese.
9. Dare la giusta importanza ad insegnamenti che devono necessariamente fare parte del bagaglio culturale e giuridico di un giurista coma lo studio della legislazione Antimafia nei due aspetti penalistico e civilistico
10. Informatizzare i corsi di studio in modalità telematica per:
a. eliminare il problema del sovraffollamento delle lezioni
b. eliminare il problema dei disagi causati agli studenti “fuori sede” anche di tipo economico e migliorare, di conseguenza, la distribuzione dei locali, economizzare le spese di affitto (eliminando la spesa per i locali extra universitari) e l’organizzazione dei lavori per i docenti. Uno dei criteri da adottare per consentire l’accesso ai corsi telematici potrebbe essere quello del reddito minimo.
c. eliminare una delle ragioni che stanno alla base del numero chiuso
11. Dal terzo anno in poi (dopo aver risolte le propedeuticità richieste), si dovrà attivare la pratica giuridica per ogni materia che abbia attinenza con un campo lavorativo. Questa potrà essere svolta (quantomeno inizialmente) presso studi, amministrazioni pubbliche e private, uffici universitari o convenzionati con la stessa e, successivamente, presso il Poligiuridico Universitario.

B. I COLLEGAMENTI COL MONDO DEL LAVORO:
12. Non il CNF ma le stesse Università Pubbliche o private dovranno garantire il “carattere professionalizzante” dei propri insegnamenti (cosa per altro già prevista, anche nel testo elaborato da CNF agli articoli 38 e 40 ma non attuata). Questo per rendere consequenziale l’insegnamento universitario col mondo del lavoro.
13. Creare un albo degli studi di avvocatura, notarili e via dicendo per la distribuzione automatica degli studenti laureatisi che ne facciano richiesta. Tale possibilità sarà concessa a quegli studi che assicurino uno standard qualitativo (certificato) per la formazione dei praticanti. Per queste ragioni dovranno essere previsti degli sgravi fiscali per quegli studi che aderiranno con profitto.
Questo per evitare la difficile ed a volte inoperosa ricerca che il neolaureato è obbligato a compiere al conseguimento della laurea qualora volesse intraprendere la carriera forense.
14. Le scuole di formazione post-laurea per accedere alle professioni, richiedono la semplice iscrizione (non altri esborsi) Queste possono individuarsi per esempio nella scuola si avvocatura, magistratura, notariato, pubblica amministrazione, campo internazionalistico-europeo, tributario, teorico metodologico e dell’insegnamento. La gestione è a carico dell’Università e, quantomeno inizialmente i corsi possono essere tenuti attraverso convenzioni stipulate dall’Università presso studi (con incentivi e sgravi fiscali), uffici pubblici e privati, amministrazioni e via dicendo ed in seguito presso il Poligiuridico.

C.IL POLIGIURIDICO:
15. Il Poligiuridico è gestito dagli enti pubblici che lo amministrano. Gli insegnanti possono essere impiegati statali e quindi offrire servizi gratuiti ai cittadini (vedi il patrocinio gratuito); altrimenti prestano il proprio lavoro da liberi professionisti.
16. L’accesso alle scuole è libero salva la possibilità di inserire un numero programmato in caso di mercato del lavoro saturo. In quest’ultimo caso sarà stabilito il numero programmato a seconda dell’offerta lavorativa richiesta. Il numero programmato inserito alla fine degli studi e non all’inizio assolve ad una funzione completamente diversa rispetto al numero chiuso ante immatricolazione all’Università. il Numero di anni di alta formazione varia a secondo del campo scelto.
17. Si prevede l’eliminazione di qualsivoglia contributo di funzionamento della scuola di specializzazione a carico degli specializzandi.

Punti chiave:

  • Ingresso non programmato
  • Corsi telematici
  • Sbarramento interno
  • Attività pratica di avviamento al lavoro
  • Scuole di alta formazione con numero programmato (studente pienamente formato)
  • Il Poligiuridico

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comunicato stampa APAS 21/10/09

La “Società cooperativa APAS sociale Onlus” fa sapere che
in seguito alla comunicazione telefonica tra l’Avv. Nadia
Spallitta, avvocato della cooperativa e consigliere
comunale, e l’ingegnere Gaetano Lo Cicero, direttore
generale del Comune e Presidente di AMIA S.P.A., entro
stasera l’AMIA farà una delega  per il pagamento diretto
alla  cooperativa, affinché questa possa riscuotere il
proprio credito direttamente dai consorzi del CONAI.

Se ciò non si verificasse, la cooperativa presenterà
decreto ingiuntivo in Tribunale per ottenere il pagamento
delle somme dovute dall’AMIA.

La cooperativa APAS precisa che la protesta dei cenciaioli
non è mirata ad ottenere l’assunzione all’AMIA o altrove,
nè a creare un’altra forma di precariato o stipendificio a
spese dei cittadini palermitani, ma mira, invece, a
diventare un realtà sana e produttiva a beneficio della
città, una realtà che crei sviluppo ed innovazione.

Ad oggi il Palazzo Comunale è ancora presidiato dagli
operatori della cooperativa APAS, i quali chiedono il
rinnovo della convezione per almeno un anno, periodo
necessario affinchè la stessa provveda ad espletare l’iter
burocratico per ottenere le proprie autorizzazioni autonome.

La cooperativa APAS fa sapere che le azioni di protesta dei
suoi soci lavoratori non sono rivolte contro la
cittadinanza, ma, anzi, costituiscono una azione a difesa
dei palermitani tartassati da esose tasse sui rifiuti,
perchè mirano ad evitare l’inquinamento causato da
centinaia di tonnellate di rifiuti riciclabili che, senza
l’attività dei cenciaioli, rimarrebbero sulle strade o
marcirebbero in discarica. Il futuro è la raccolta
differenziata non l’inceneritore, probabile causa della
disincentivazione attuale della raccolta differenziata.

Pacatamente e serenamente . . . L’uscita è da quella parte

uscita-demergenza

Pacatamente e serenamente il “Sindaco†Cammarata si accomodi all’uscita numero 77*.

Un atto di serenità, la richiesta posta formalmente ai sensi del d.lgs.n.267/2000. L’istituto della rimozione del sindaco, infatti, prevede la rimozione degli amministratori locali quando “compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblicoâ€. Nella legislazione siciliana, in base alla l.r. n. 48/1991, é previsto che con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per gli enti locali, il sindaco possa essere rimosso in caso di atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge.

Pertanto tutto il voluminoso fascicolo è stato consegnato dall’On. Leoluca Orlando, dal Sen. Fabio Giambrone, Commissario regionale IdV, e dai 5 consiglieri comunali Fabrizio Ferrandelli, Elio Bonfanti, Cesare Mattaliano, Angelo Ribaudo ed Aurelio Scavone, nelle mani dell’Assessore agli Enti Locali Caterina Chinnici.

Trenta sarebbero “le gravi, pregresse, attuali e preesistenti violazioni di legge di cui si sarebbero resi responsabili in violazioni delle norme di legge il Sindaco e degli assessori della giunta del centrodestraâ€; a queste vanno aggiunte due relazioni negative di censura della Corte dei Conti, la delibera di Giunta comunale dei giorni scorsi per la sottoscrizione del nuovo contratto di servizio fra Aps ed Amap posta in essere contro due deliberazioni unanimi del consiglio comunale, nonché il rinvio a giudizio a carico di Cammarata per violazione della normativa ambientale sull’inquinamento atmosferico. Per non dimenticare la mancata presentazione al consiglio comunale della relazione periodica a cui è obbligato un Sindaco, l’assenza del Piano urbano del traffico, la sentenza del Tar sull’aumento illegittimo della Tarsu, la situazione di crisi della Gesip e dell’incredibile buco dell’Amia, i bilanci comunali praticamente in perenne disequilibrio e via dicendo.

La grave situazione fin qui denunciata è stata, fra l’altro, ravvisata anche dal Ragioniere Generale del Comune di Palermo come ricorda Fabrizio Ferrandelli.

Scrive il ragioniere: “Vi sono diversi profili di criticità amministrativo-contabili potenzialmente suscettibili di perturbare gli equilibri di bilancio e ai quali, stante l’attuale struttura delle entrate proprie, non si è potuto far fronteâ€.

EccoVi l’elenco:

1) mancata adozione della modifica dello Statuto;
2) mancata adozione della delibera di variazione di P.R.G. con riferimento alle edicole di vendita dei giornali;
3) condanna del sindaco per danno erariale a seguito di affidamento ingiustificato di incarichi a consulenti esterni;
4) rinvio a giudizio per violazione della normativa ambientale sul tasso di smog;
5) mancata presentazione al Consiglio Comunale della relazione periodica del sindaco così come prescrive la legge;
6) sistematica e reiterata violazione dei termini di risposta agli atti ispettivi dei consiglieri comunali;
7) mancata esecutività di delibere approvate dal consiglio comunale;
8) mancanza del Piano Urbano del Traffico;
9) sentenza TAR sull’aumento illegittimo della TARSU;
10) denunciata illegittimità della delibera di giunta sull’aumento dell’addizionale IRPEF;
11) aggravio situazione finanziaria del Comune causata dalla vicenda ZTL (mancato introito oltre all’aggravio per il rimborso a seguito della sentenza del TAR). Risultano incassati introiti di quasi 2 milioni e 400 mila euro a fronte di un esborso di circa 6 milioni di euro per costi aggiuntivi e rimborsi;
12)mancataq erogazione buoni libro;
13) assunzioni per chiamata diretta nelle aziende municipalizzate;
14) AMIA: la Corte dei Conti rileva che “ben poco conterebbero interventi di natura straordinaria in favore della società a causa della sua deficitarietà da considerarsi strutturale anche in relazione della sua permanenza in più eserciziâ€.
15) La Corte dei Conti nel rendiconto 2007 rileva irregolarità derivate da aumento spropositato di residui attivi:
- su Euro 867.776.171 le riscossioni sono state pari ad Euro 306.215.808. Risulta conseguentemente difficilmente riscuotibile la differenza pari ad euro 561.560.363;
- limitata riscossione delle sanzioni per violazione del codice della strada (percentuale di riscossione pari al 24%);
16) gravi violazioni di legge con riferimento a delimitazione territoriale circoscrizione Autorità Portuale e incompetenza della stessa;
17) reiterata violazione di termini di legge per la presentazione in consiglio comunale di documenti finanziari (bilanci, consuntivi, determinazione di tariffe);
18) omessa presentazione di querela nei confronti dell’AMIA S.p.A., società a proprietà interamente pubblica, a seguito di accertamenti da parte della guardia di finanza per falso in bilancio ed altri penalmente rilevanti;
19) gravi anomalie e disfunzioni, con impropri espedienti contabili, tali da incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, come riscontrati in tutti gli accertamenti effettuati dalla Corte dei Conti dal 2006 al 2008;
20) numerosi rilievi e accertamenti di illegittimità ed ipotesi di reato quali riscontrate dalla Corte dei Conti con relazione 44/2008/CONT. e 20/2009/PRSP (sezione di controllo per la Regione Siciliana);
21) dichiarazione del ragioniere generale – disattese e contraddette dal parere reso dallo stesso – con riferimento al bilancio preventivo 2008: “vi sono diversi profili di criticità amministrativo-contabili potenzialmente suscettibili di perturbare gli equilibri di bilancio e dalle quali, stante l’attuale struttura delle entrate proprie, non si è potuto fare fronteâ€.
22) Dichiarazioni del ragioniere generale dott. Basile che denuncia: “ una gestione anomala dei residui attivi (n.d.r. da parte dello stesso sindaco con riferimento al ruolo di ragioniere generale ricoperto da altro soggetto) che ha portato un ammanco di 71 milioni di euro…anni in cui i bilanci di previsione hanno posto risorse di carattere eccezionale che hanno finanziato spese correnti…che vi sono state inserite (entrate fiscali e da lotta all’evasione che non si sono mai realizzate) per oltre 70 milioni di euro…denuncia (gli effetti gravemente lesivi dei debiti fuori bilancio sugli equilibri di bilancio)â€.
Tali dichiarazioni confermano la più volte denunciata in sede consiliare non veridicità dei bilanci ed assumono un ulteriore elemento di illegittimità non essendo state seguite da coerenti comportamenti ivi comprese necessarie denuncie e adozione di procedure cautelari nei confronti della Corte dei Conti.
23) aumento costante e abnorme dei debiti fuori bilancio;
24) disallineamenti pari nel 2007 a 339 milioni;
25) la GESIP lamenta perdite di esercizio mensili pari a 873.000 euro;
26) utilizzo dei fondi di riserva in aperta violazione delle finalità degli stessi;
a1) continui disallineamenti tra i crediti vantati dalle aziende partecipate e gli accertamenti;
27) utilizzo improprio di risorse comunali per spot propagandistici ed elettorali del sindaco;
28) illegittima assegnazione di spazi e loculi cimiteriali, in violazione delle disposizioni legislative e regolamentari, in favore di soggetti “titolati†ma non “titolari†del relativo diritti;
29) dissennata gestione delle aziende, a totale proprietà pubblica, con proliferazione di aziende collegate con relativo depauperamento del patrimonio globale delle stesse aziende ed aggravi di spese anche per il ricorso a forme anomale di sovvenzionamento bancario (in aperta violazione dell’art. 119 comma 6 Cost.);
30) mancata regolare organizzazione di procedimento elettorale 2007 in violazione di segretezza e libertà di voto.

Così stante le cose, non riesco proprio ad immaginare come sia possibile tacere e nascondere alla legge una sequenza così precisa e numerosa di violazioni amministrative o presunte tali. A pensar male a volte si indovina; ecco, con una così vasta gamma di scelta, basterà leggere le carte e segnalare l’uscita d’emergenza al “Sindaco†verso la porta 77* del comune di Palermo

* Consulta la Smorfia QUI

Ingroia: abbiamo bisogno di cittadini coraggiosi

incontro a giurisprudenza
La notizia del giorno, è per me, sicuramente, la consegna del famigerato Papello alla Procura di Palermo, prima e fondamentale prova documentale dell’avvenuta trattativa tra Stato e Mafia nell’estate del ‘92.
Ritengo doveroso ringraziare i giudici che si stanno coraggiosamente impegnando affinchè la verità su quella fosca stagione venga alla luce, ritengo altresì doveroso continuare a sostenerli fino in fondo.
Se li sosterremo, se gli faremo sentire sempre la nostra presenza ed il nostro sostegno, forse, riusciranno a portare a compimento il loro lavoro, se li lasceremo soli, rischieremo di doverli piangere! E rimpiangere!
Il 18 Luglio scorso, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si è tenuto un incontro dal titolo “I Mandanti Impuniti†a cui ha partecipato un folto numero di cittadini. Un popolo di onesti, di cittadini venuti da ogni parte d’Italia per ricordare il giudice ucciso il 19 luglio 1992 e chiedere a gran voce, pretendere che venga fatta giiutstizia.
Tra gli oratori della serata, Antonio Ingroia, uno di quei giudici che, con le Procure di Palermo e Caltanissetta, sta cercando di fare luce sui misteri che avvolgono la nascita della, impropriamente detta, Seconda Repubblica.
Ecco uno stralcio del suo intervento:

“…io credo davvero, lo dico senza enfasi ma perchè ne son convinto… che davvero ci sia un’aria nuova e di questa aria nuova naturalmente il sintomo, un sintomo è la vostra presenza così diffusa.
io ho sempre ripetuto, magari talvolta in modo noioso, di essere convito che la verità, quella verità e giustizia, ma soprattutto certe verità, le verità più difficili, le verità più delicate, le verità più scomode, ed è e non esiste verità più scomoda di quella che c’è dietro via D’Amelio, le verità più scomode non vengono fuori da sole e non vengono fuori neanche per il merito di questo o di quel magistrato. i magistrati da soli non sono in grado di scoprire la verità e certe verità in particolare son verità che possono raggiungersi e conquistarsi collettivamente, insieme.
occorre cioè che ci sia una società che quella verità la voglia, la voglia fortemente e chieda anche alle istituzioni, ciascuna istituzione di fare il proprio dovere e dare ai cittadini quella verità e quella giustizia cui i cittadini innanzitutto hanno diritto.
se così è, dobbiamo vedere se noi siamo un po’ più numerosi, magari oggi si, ma ancora degli illusi oppure se davvero qualcosa sta cambiando.
io parto da lontano e dico che l’America di Obama non è l’America di Bush. e dico che non è Obama che sta cambiando l’America ma che è l’America che ha prodotto Obama al posto di Bush… il fenomeno Obama nasce dal fatto che nel paese come gli Stati Uniti che è stato la patria di quella che si chiamava un tempo la “deregulation”, cioè il rifiuto delle regole, è diventato un Paese in cui c’è voglia di regole e c’è voglia di legalità. Obama è il frutto di quella voglia di legalità, voglia di regole che io credo stia contagiando tutto il mondo, sarò un illuso ma son convinto che tutto questo sta accadendo e che quindi perfino l’Italia, che, ahimè, è diventata negli ultimi anni la patria della impunità e delle immunità, potrà diventare forse la patria della legalità!
io credo che ci son dei segni positivi, per carità non voglio fare l’illuso, so bene che c’è anche un’altra Italia, un’Italia appunto che si fa le leggi a propria immagine e misura con alti esponenti delle istituzioni che attaccano i Magistrati un giorno si un giorno pure, che definiscono, come ha fatto il Presidente del Consiglio Berlusconi, i Pubblici Ministeri dei delinquenti e mi pare bene ricordare, visto che oggi lo ricordiamo, che Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone, fu un Pubblico Ministero e dare dei delinquenti in quanto tali ai Pubblici Ministeri significa anche offendere la memoria ed il nome di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino e per la verità, mi pare non meno grave che dalle stese persone siano venute attribuzioni di un mafioso condannato e conclamato per omicidio come Vittorio Mangano, indicato invece come eroe e mi sembra ancor più grave quando per paradosso noi riflettiamo chi fosse Vittorio Mangano. un dipendente di quel Presidente del Consiglio e che Paolo Borsellino in una delle sue ultime interviste rilasciate prima di morire…indicò come la testa di ponte mandata da Cosa Nostra dalla Sicilia verso il Nord Italia per agganciare il mondo imprenditoriale del Nord Italia…
il punto è che noi abbiamo questa aria nuova e questi fatti nuovi. non posso dire nulla sui fatti nuovi….certo è che ci son non più dei barlumi ma dei sempre più ampi spiragli di luce che stanno illuminando quelle zone buie attorno alle stragi, spiragli di luce che possono credo in un momento importante, per certi versi straordinario, non so se questa porta verrà chiusa e lo spiraglio di luce svanirà piombando di nuovo nella oscurità nella impunità ma credo che dipenda da tutti noi, lo dico con immagine figurata forte, dare un calcio a quella porta spalancarla in modo tale che da quello spiragli di luce quelle stanze segrete della impunità, del silenzio dell’ingiustizia, della verità negata vengano illuminate.
allora lo dico da testimone, per certi versi essendo stato, avendo avuto la fortuna il privilegio di essere stato accanto a Paolo Borsellino soprattutto negli ultimi mesi della sua attività da allievo, come tanti Magistrati che son cresciuti alla scuola straordinaria di Paolo Borsellino e direi da cittadino, che noi, quella verità la vogliamo, è un diritto di tutti e siccome quella verità è conquista collettiva ognuno deva fare la sua parte.
e in questo momento abbiamo bisogno di testimoni perchè io son convinto che ci sono ancora dentro le istituzioni dei testimoni che sanno molto su quella strage, che sanno molto su quel che accadde nella trattativa del ‘92/’93 e questo è il momento perchè vengano fuori.
credo che chi ha taciuto per tanti troppi anni debba parlare e se non dovesse parlare non ha diritto a nessun rispetto a nessuna cautela da parte di nessuno neanche dentro le istituzioni.
secondo punto abbiamo bisogno di testimoni, ma anche di un rinnovato impegno degli uomini delle istituzioni. Beppe Lumia, ho letto sul giornale di oggi che ha, ve lo illustrerà immagino lui, questa proposta che la Commissione Parlamentare Antimafia si occupi di ciò. Non entro diciamo in situazioni delicate che ha evocato Giorgio Bongiovanni, in precedenza sia da parte di Luigi De Magstris ma anche di Rita Borsellino, si era assunto l’impegno di portare in sede europea questo medesimo impegno per verità e giustizia. Bene, noi abbiamo bisogno che ci siano istituzioni che accendano anche loro i riflettori su quella stagione, che aiutino senza intralciare, naturalmente, l’impegno della Magistratura in questo senso. E’ un’occasione straordinaria in cui, quindi, abbiamo bisogno di testimoni, di impegno degli uomini delle istituzioni, di un’informazione un po’ più coraggiosa che non si ricordi del problema delle stragi e dei mandanti soltanto nei due o tre giorni poco prima delle stragi ma che si occupi di questi temi magari non dico quotidianamente ma periodicamente.
E abbiamo bisogno di cittadini coraggiosi, voi lo siete quel che conta è che riusciate a contagiare tanti altri cittadini. con dei cittadini coraggiosi ed orgogliosi del loro impegno, cittadini come tanti Salvatore Borsellino, impegnati quotidianamente per creare un movimento di verità e giustizia, quella verità e quella verità e giustizia che tutti vogliamo da cittadini e alla quale tutti abbiamo diritto da cittadini potrà essere conquistata.
Grazie!”
Gianluigi Di Blasi