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LUI C’E’, MA NON SI VEDE IN GIRO . . .

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Il sindaco di Palermo, c’è ma non si vede; non so quanto convenga sorridere malinconicamente o sbellicarsi dalle risate!

Palermo è candidata ad ospitare le Olimpiadi del 2020! Promotori, il Presidente della Regione e l’Assessore al turismo ed allo Sport della Regione Sicilia, Nino Strano.

Mi chiedevo se fosse tempo di elezioni Regionali o comunali? Non mi pare; non mi è giunta notizia a riguardo. Apparentemente nulla sembra spiegare cotanto impeto nel proporre supercazzole a destra e manca e di cotanta portata.

Il Logo è pronto, i soldi assicurano ci sono, infrastrutture ok, giusto qualcosina da migliorare nelle ferrovie! Che bel quadretto. Poi, non dimenticate che potremo contare sul ponte. Silvio ha assicurato tutti e tutte, a Dicembre si parte! Il nostro continente sarà finalmente unito con lo Stivale!

A crederci qualcuno potrebbe pensare che si voglia costruire l’Australia in Sicilia. Ma, ahimè, la realtà è ancor più fantasiosa del sogno stesso. Già, perché sognare non costa nulla, dicono. Ma, gentilmente, qualcuno dica a lor signori che di sognare 6 milioni di persone sono stanche.

Rimembrate a tanta astuzia politica,

che sognando, si è tornati ad espatriare;

che sognando, si è perso il lume della ragione;

che sognando, non si è messo in sicurezza, per anni, un semplice costone roccioso;

che sognando, i rifiuti rimangono rifiuti;

che sognando, i rifiuti non sono una risorsa;

che sognando, non si prendono pesci (concedetemi la modifica);

che sognando, la luce si è spenta;

che sognando il sole non riscalda i cuori

che sognando, continuo a non vedere il Sindaco di Palermo;

che sognando, continuo a vedere la Mafia;

che sognando, si vive ancora nei container a Palermo;

che sognando, si muore ancora nei container a Palermo;

che sognando, non ho visto strade, autostrade ed infrastrutture efficienti;

che sognando, ho perso il filo del discorso;

che sognando, è vero che non costa nulla ma si rimane irrimediabilmente indietro;

che sognando, non riesco proprio a vedere le Olimpiadi a Palermo ma una città normale si!

In ultimo, dite a Lombardo e Strano che il Sindaco c’è, è vero non si vede, ma c’è. Leggende dicono che il fantasmino brizzolato si aggiri la notte tra i meandri di Palazzo delle Aquile, la GESIP e L’AMIA per cercare Skipper e cuochi di bordo. Altre leggende narrano di averlo visto girovagare in cerca di una pallina da tennis tra Wimbledon e Roland Garros. Rimanendo con la luce ben accesa e gli occhi spalancati vi assicuro che il “Sindaco†Cammarata c’è. Suggerite ai Palermitani di controllare le tasse e vedrete che vi daranno pronta conferma della sua esistenza. C’è, ma non si fa vedere in giro.

L’ingordigia di potere e la fine della dignità sociale

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La cronaca:
Venerdì scorso la Giunta Cammarata ha deliberato il RADDOPPIO dell’Addizionale Irpef allo 0.8. Le opposizioni hanno cercato di occupare l’aula dove si riunisce la Giunta ma questi ultimi hanno preferito riunirsi in un luogo “segreto”.

Pensate quanto deve stare a cuore al Sindaco ed alla sua nuova giunta di minoranza aumentare le tasse ai cittadini! Dopo avere consentito di portare al dissesto finanziario le più grandi società municipali nel più totale silenzio Mafioso (ricordo la mancata querela), oggi permette che i suoi debiti debbano essere i cittadini a pagarli!
Pensate che è lui stesso che lo dice: “L’Irpef sarà aumentata, abbiamo la necessità di risorse per gestire l’emergenza rifiuti” che tradotto vuol dire non abbiamo più soldi (tutti sperperati) per pagare dipendenti, mezzi e strumenti per la raccolta. Un bel modo di operare, non c’è che dire!

Non è sufficiente avere abbandonato una città agli allagamenti. Interi quartieri lasciati soli nell’abbandono più totale; Sfollati dalle proprie case e strade dissestate. E’ questa la fotografia di Palermo, quinta città di Italia ma ultima per capacità amministrativa.
Mentre migliaia di cittadini subiscono le conseguenze della mala amministrazione, Cammarata decide (grazie ad un apposito decreto del Premier Berlusconi) di aumentare la tassa comunale sull’IRPEF.
Per nulla il Sindaco sembra essersi risentito (almeno moralmente) della scempiaggine delle sue azioni scoperte da Striscia la notizia. Un modo di operare che ha molto in comune con il modo di fare del Presidente del Consiglio. L’ingordigia del potere non ha più limiti nella decadenza della morale di questi ultimi amministratori della res pubblica. La vergogna viene coperta dalla possibilità di potere dire tutto ed il contrario di tutto, fregandosene dell’intelligenza dei cittadini, quelli che loro ritengono essere loro sudditi.
La Dignità sociale, è proprio questa ciò che manca ai suddetti amministratori. In un quadro così preoccupante di difficoltà economica della popolazione (difficoltà che è più accentuata nella nostra città), di emergenza sociale di interi quartieri, pensare ad aumentare una tassa è il tipico sintomo che consiglierebbe il ricovero immediato e coatto per mancanza di Dignità sociale.
Al più presto monteremo una campagna informativa sui componenti la Giunta così che, quando alle prossime elezioni queste persone carenti o del tutto privi di Dignità sociale verranno a chiedervi il voto, o faranno pubblicità ai loro partiti, ecco, saprete bene come dovranno essere trattati!

Italia dei Valori, Cittadini non Sudditi!

Ripartiamo dai Comuni e dalla Regione

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Vorrei utilizzare questo spazio per coinvolgervi in una mia riflessione.
Siamo in un sistema di pluralismo giuridico,dove il potere è diffuso tra i vari enti che costituiscono la Repubblica.

È anche vero che oggi è in corso un “federalizing processâ€, un processo cioè dove alla centralità dello Stato si contrappone una forte presenza (oltre che di fonti comunitarie) di fonti regionali.

Oggi si registra un’erosione della centralità dello Stato in favore dell’Europa da una parte e delle Regioni dall’altra. Questo significa,che lo sviluppo in senso lato della Regione dipende in modo decisivo,oggi molto più che in passato,dalla classe politica regionale.
Sarà questa classe politica,dunque,a “governare†fatti che prima erano di competenza statale, in primis con lo strumento della legge e del regolamento. Ma con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, non cresce soltanto il peso delle Regioni, (con un rivoluzionario art.117Cost) ma anche e soprattutto vi è una forte spinta verso una piena autonomia dei Comuni.

La Costituzione dopo il 2001 prevede che le funzioni amministrative siano attribuite in prima istanza ai Comuni. È il Comune, ente locale più vicino al cittadino, che deve provvedere ai bisogni di quest’ultimo. Le Province, le Regioni, lo Stato potranno intervenire in un secondo momento soltanto qualora il Comune “non sia in grado†di soddisfare questi bisogni, e sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

È  una scelta ponderata quanto opportuna quella del legislatore costituzionale, cui però segue la necessità di una classe politica locale virtuosa. In questo assetto costituzionale siamo noi dunque, noi che viviamo in una Regione (particolarissima come la Sicilia), noi residenti di un Comune, a dover pretendere che questi poteri siano esercitati nel migliore dei modi, con competenza e cultura dei valori.  Aumento del potere deve significare anche aumento di responsabilità. Questa connessione tra potere e  responsabilità politica spesso è assente. Occorre “pressare†e “controllare†chi oggi gode di maggiore potere, e dunque di maggiore responsabilità: il politico locale e quindi il sindaco, l’assessore.

Occorre che i cittadini siano consapevoli, informati e che possano al momento del voto orientare la loro scelta verso una politica onesta e competente, virtuosa e capace di soddisfare i bisogni della collettività. Per far ciò occorre chiaramente il massimo livello di trasparenza.
E come la qualità di vita del cittadino, oggi dipenda soprattutto dal Comune, è evidente. Pensiamo ad un Comune che riduce fortemente il costo per l’energia delle famiglie puntando sull’ energia pulita, o che riduce il costo dei rifiuti e che garantisce l’assenza di discariche e inceneritori nel Comune grazie alla strategia “rifiuti zero†di cui parla oggi Obama, e l’assenza di scorie di qualsiasi tipo nel territorio.
O ancora un Comune con un sistema di collegamenti comodo e veloce che consenta di spostarsi facilmente e ancora una Pubblica Amministrazione che sia efficace ed efficiente.
E infine un Comune che garantisca la connettività, e dunque favorisca l’introduzione di ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell’ADSL e la diffusione di punti Wi Fi nel territorio comunale.
Occorrono amministratori locali che sappiano conciliare sviluppo e legalità: Valori che devono essere comunicanti, complementari. Se la legalità è promossa senza considerare la crescita di un territorio non soltanto si fa del male allo sviluppo, ma la stessa legalità sarà incapace di entrare dentro la vita del territorio, e sarà soltanto un valore astratto senza alcun legame con la realtà.

Cosi quando si abbassa l’asticella della legalità per promuovere lo sviluppo, non si fa soltanto un danno alla sfera della legalità in senso lato, e quindi allo spirito civico di un Paese, ma addirittura non si registra nemmeno una crescita economica.
Ecco perché è necessario questo binomio.
Ripartire dai Comuni significa insomma ripartire dalla persona umana. Quindi possiamo  diventare degli attenti cittadini e “controllori†della politica locale. Ricercando legalità e competenza in Comune.

Vincenzo Giallombardo

Guide Turistiche Abusive? Ecco la Soluzione

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Per definizione la nostra è la terra del turismo. Ribadisco, per definizione.
È preferibile tralasciare in questa sede di trattare di tutte le disfunzioni e le mancanze che non ci permettono di sfruttare in modo pieno e razionale il settore menzionato per  soffermarsi su una problematica meno evidente,ma che è un conseguente corollario di quanto appena accennato: quella cioè relativa ai lavoratori identificabili come guide turistiche.
Secondo la legge di riferimento (l. 3 maggio 2004, n.8 “Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea) è guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a siti paesaggistici e naturalistici ed a beni di interesse turistico quali monumenti, opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche culturali, storiche ed artistiche.
Tale professione può essere esercitata stabilmente nel territorio della Regione unicamente da coloro i quali sono registrati in una delle sezioni dell’Albo Regionale istituito presso l’Assessorato regionale del turismo.
Questa iscrizione è subordinata al conseguimento della rispettiva abilitazione,mediante il superamento di un esame riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma di laurea in discipline afferenti alle materie turistiche.
Per rendere agevole il riconoscimento del soggetto autorizzato a svolgere la professione, l’assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti gli rilascia un tesserino nel quale sono riportati i dati contenuti nell’elenco nonché le eventuali specializzazioni linguistiche. Questo tesserino deve essere reso visibile durante l’esercizio dell’attività professionale.
Chi non lo esibisse o praticasse abusivamente questa attività sarebbe sottoposto a sanzioni amministrative .
Sempre il testo normativo prima indicato prevede che la competenza di vigilare e controllare sulle attività professionali spetta ai comuni che sono tenuti a trasmettere all’assessorato regionale competente copia dei verbali delle contravvenzioni.
Sorge allora spontanea una domanda: esiste sul nostro territorio un organo atto ad esercitare queste funzioni?
Le guide turistiche ne lamentano la mancanza.
Così nella situazione attuale la polizia municipale non è in grado di svolgere questi compiti non conoscendo le norme di riferimento. Non a caso, qualora si trovasse di fronte una violazione palese e volesse irrogare una sanzione, non dispone neanche dei moduli adatti per farlo!
Tutto questo, ovviamente, getta le guide abilitate nello sconforto e permette a quelle abusive di agire indisturbate.
In realtà fino a qualche anno fa esisteva la figura della polizia turistica, distaccamento di quella municipale, che però è stata smantellata tra il 2006 e del 2007.
Subito dopo la sua estinzione i tour operator hanno bloccato le assunzioni e l’utilizzo delle guide, utilizzando gli accompagnatori turistici sia nell’ambito delle loro competenze che in quelle spettanti alle guide.
Così gli accompagnatori si sono trovati a dover adempiere a compiti che a loro non appartengono, mentre chi è abilitato, paradossalmente, non può esercitare la propria professione in modo legale.
Ma vediamo cosa si intende per accompagnatore turistico.
Secondo la legge prima citata, è accompagnatore turistico chi, per professione, accoglie o accompagna singole persone o gruppi di persone durante viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero per curare l’attuazione dei programmi di viaggio predisposti dagli organizzatori e assicurare i necessari servizi di assistenza per tutta la durata del viaggio, fornendo, inoltre, informazioni significative di interesse turistico sulle zone di transito, al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche.
È palese la differenza tra queste due figure!
Dunque, ricapitolando ci si trova di fronte una situazione in cui le norme esistono…le previsioni di sanzioni in caso di violazione pure…ma quello che manca è l’organo che dovrebbe verificare che nel settore tutto si svolga in modo regolare.
Così ci si sente legittimati ad agire in modo illegale…
Grazie alla pressione di alcune delle guide turistiche e all’attenzione prestata da alcuni consiglieri comunali alla questione, è stata presentata in consiglio ed approvata all’unanimità una mozione di Italia dei Valori in data 8 ottobre 2008 mirante a impegnare gli assessori competenti a relazionare entro 15 giorni in Consiglio comunale l’attività svolta dall’entrata in vigore della legge della regione siciliana n.8 del 2004 ed in particolare negli ultimi due anni e a predisporre un intervento per articolare le azioni finalizzate – così come deciso dal legislatore regionale – all’eliminazione dell’esercizio abusivo di tali professioni.
Domanda di rito: Hanno gli assessori relazionato come richiesto dal consiglio?
Nel dubbio, ci si attiene ai fatti: il problema persiste alle porte dell’inizio della nuova stagione.
Unica novità è la richiesta del comandante della polizia municipale di Palermo, dr. Nunzio Purpura, di istituire un “Gruppo di polizia Turisticaâ€, effettuata in data 30 marzo 2009.
In una lettera inviata a tutto il personale di polizia municipale il comandante afferma: è intendimento di questo comando a procedere all’istituzione di un gruppo di polizia turistica composto da personale altamente motivato e preparato, da adibire a presidio delle zone e dei beni culturali di particolare interesse turistico, che possa ben rapportarsi all’utenza straniera.
Il suddetto personale sarà individuato, ove possibile, tra coloro che daranno esplicita disponibilità facendo pervenire allo scrivente Ufficio,  entro 15 giorni dalla data della scrivente (dunque entro il 15 aprile) apposita istanza corredata da eventuale documentazione.
Dunque, siamo in attesa di un’evoluzione della questione, sperando in un’esito positivo.
Perché è impossibile che si continui a negare a chi ne ha diritto di svolgere il proprio lavoro.
E le guide turistiche non sono le sole a lamentare questo riconoscimento.
Purtroppo.

Lucia Castellana

I rigattieri e l’ordinanza: ultimo atto

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Questa è l’ordinanza con cui si autorizzano tutti i rigattieri del metallo di Palermo a raccogliere i rifiuti.

Il documento è stato prodotto anche a Catania quasi contemporaneamente ma con delle differenze sostanziali importanti. Come si legge nella parte segnata, si parla di  “rifiuti recuperabili” ossia qualsiasi tipo di rifiuto. Le persone autorizzate (iscritte al CNA e munite di partita iva) potranno raccogliere qualsiasi tipo di rifiuto, ad eccezione di quelli “speciali”, e lavorare in proprio per la raccolta differenziata!Nell’Ordinanza  Catanese, invece, si parla solo di “carta, cartone, ferro e cascame ferroso” escludendo così gran parte del materiale riciclabile destinato alla discarica.

Sono convinto che presto tutta Palermo sentirà di nuovo parlare di APAS!

E’ ovvio che per i rigattieri palermitani l’onere è più gravoso, si sono impegnati ad aumentare i livelli urbani di raccolta differenziata che attualmente secondo i dati AMIA si aggirano intorno al 5%.

Al di là del successo locale c’è da sottolineare che il problema dei rigattieri e della raccolta differenziata in Italia si può, si deve, affrontare e le soluzioni “importanti” non mancano.

Per chi fosse interessato a tutta questa vicenda o semplicemente ad una possibile via per risolvere l’emergenza rifiuti della propria regione la soluzione potrebbe essere questa.

La raccolta differenziata finalizzata al riciclo delle sostanze non è dannosa per l’ambiente e per noi stessi, produce posti di lavoro e guadagno, ci evita i termovalorizzatori e tutte le loro bruttissime conseguenze!

Per tutta la ricostruzione della vicenda guardate qua:

http://givpalermo.altervista.org/2009/02/27/4000-imprese-del-metallo-i-rigattieri/

http://givpalermo.altervista.org/2009/03/05/rigattieri-del-metallo-tutto-in-mano-a-cammarata/