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Pacatamente e serenamente . . . L’uscita è da quella parte

uscita-demergenza

Pacatamente e serenamente il “Sindaco” Cammarata si accomodi all’uscita numero 77*.

Un atto di serenità, la richiesta posta formalmente ai sensi del d.lgs.n.267/2000. L’istituto della rimozione del sindaco, infatti, prevede la rimozione degli amministratori locali quando “compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico”. Nella legislazione siciliana, in base alla l.r. n. 48/1991, é previsto che con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per gli enti locali, il sindaco possa essere rimosso in caso di atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge.

Pertanto tutto il voluminoso fascicolo è stato consegnato dall’On. Leoluca Orlando, dal Sen. Fabio Giambrone, Commissario regionale IdV, e dai 5 consiglieri comunali Fabrizio Ferrandelli, Elio Bonfanti, Cesare Mattaliano, Angelo Ribaudo ed Aurelio Scavone, nelle mani dell’Assessore agli Enti Locali Caterina Chinnici.

Trenta sarebbero “le gravi, pregresse, attuali e preesistenti violazioni di legge di cui si sarebbero resi responsabili in violazioni delle norme di legge il Sindaco e degli assessori della giunta del centrodestra”; a queste vanno aggiunte due relazioni negative di censura della Corte dei Conti, la delibera di Giunta comunale dei giorni scorsi per la sottoscrizione del nuovo contratto di servizio fra Aps ed Amap posta in essere contro due deliberazioni unanimi del consiglio comunale, nonché il rinvio a giudizio a carico di Cammarata per violazione della normativa ambientale sull’inquinamento atmosferico. Per non dimenticare la mancata presentazione al consiglio comunale della relazione periodica a cui è obbligato un Sindaco, l’assenza del Piano urbano del traffico, la sentenza del Tar sull’aumento illegittimo della Tarsu, la situazione di crisi della Gesip e dell’incredibile buco dell’Amia, i bilanci comunali praticamente in perenne disequilibrio e via dicendo.

La grave situazione fin qui denunciata è stata, fra l’altro, ravvisata anche dal Ragioniere Generale del Comune di Palermo come ricorda Fabrizio Ferrandelli.

Scrive il ragioniere: “Vi sono diversi profili di criticità amministrativo-contabili potenzialmente suscettibili di perturbare gli equilibri di bilancio e ai quali, stante l’attuale struttura delle entrate proprie, non si è potuto far fronte”.

EccoVi l’elenco:

1) mancata adozione della modifica dello Statuto;
2) mancata adozione della delibera di variazione di P.R.G. con riferimento alle edicole di vendita dei giornali;
3) condanna del sindaco per danno erariale a seguito di affidamento ingiustificato di incarichi a consulenti esterni;
4) rinvio a giudizio per violazione della normativa ambientale sul tasso di smog;
5) mancata presentazione al Consiglio Comunale della relazione periodica del sindaco così come prescrive la legge;
6) sistematica e reiterata violazione dei termini di risposta agli atti ispettivi dei consiglieri comunali;
7) mancata esecutivitĂ  di delibere approvate dal consiglio comunale;
8) mancanza del Piano Urbano del Traffico;
9) sentenza TAR sull’aumento illegittimo della TARSU;
10) denunciata illegittimità della delibera di giunta sull’aumento dell’addizionale IRPEF;
11) aggravio situazione finanziaria del Comune causata dalla vicenda ZTL (mancato introito oltre all’aggravio per il rimborso a seguito della sentenza del TAR). Risultano incassati introiti di quasi 2 milioni e 400 mila euro a fronte di un esborso di circa 6 milioni di euro per costi aggiuntivi e rimborsi;
12)mancataq erogazione buoni libro;
13) assunzioni per chiamata diretta nelle aziende municipalizzate;
14) AMIA: la Corte dei Conti rileva che “ben poco conterebbero interventi di natura straordinaria in favore della società a causa della sua deficitarietà da considerarsi strutturale anche in relazione della sua permanenza in più esercizi”.
15) La Corte dei Conti nel rendiconto 2007 rileva irregolaritĂ  derivate da aumento spropositato di residui attivi:
- su Euro 867.776.171 le riscossioni sono state pari ad Euro 306.215.808. Risulta conseguentemente difficilmente riscuotibile la differenza pari ad euro 561.560.363;
- limitata riscossione delle sanzioni per violazione del codice della strada (percentuale di riscossione pari al 24%);
16) gravi violazioni di legge con riferimento a delimitazione territoriale circoscrizione AutoritĂ  Portuale e incompetenza della stessa;
17) reiterata violazione di termini di legge per la presentazione in consiglio comunale di documenti finanziari (bilanci, consuntivi, determinazione di tariffe);
18) omessa presentazione di querela nei confronti dell’AMIA S.p.A., società a proprietà interamente pubblica, a seguito di accertamenti da parte della guardia di finanza per falso in bilancio ed altri penalmente rilevanti;
19) gravi anomalie e disfunzioni, con impropri espedienti contabili, tali da incidere negativamente sugli equilibri di bilancio, come riscontrati in tutti gli accertamenti effettuati dalla Corte dei Conti dal 2006 al 2008;
20) numerosi rilievi e accertamenti di illegittimitĂ  ed ipotesi di reato quali riscontrate dalla Corte dei Conti con relazione 44/2008/CONT. e 20/2009/PRSP (sezione di controllo per la Regione Siciliana);
21) dichiarazione del ragioniere generale – disattese e contraddette dal parere reso dallo stesso – con riferimento al bilancio preventivo 2008: “vi sono diversi profili di criticità amministrativo-contabili potenzialmente suscettibili di perturbare gli equilibri di bilancio e dalle quali, stante l’attuale struttura delle entrate proprie, non si è potuto fare fronte”.
22) Dichiarazioni del ragioniere generale dott. Basile che denuncia: “ una gestione anomala dei residui attivi (n.d.r. da parte dello stesso sindaco con riferimento al ruolo di ragioniere generale ricoperto da altro soggetto) che ha portato un ammanco di 71 milioni di euro…anni in cui i bilanci di previsione hanno posto risorse di carattere eccezionale che hanno finanziato spese correnti…che vi sono state inserite (entrate fiscali e da lotta all’evasione che non si sono mai realizzate) per oltre 70 milioni di euro…denuncia (gli effetti gravemente lesivi dei debiti fuori bilancio sugli equilibri di bilancio)”.
Tali dichiarazioni confermano la piĂą volte denunciata in sede consiliare non veridicitĂ  dei bilanci ed assumono un ulteriore elemento di illegittimitĂ  non essendo state seguite da coerenti comportamenti ivi comprese necessarie denuncie e adozione di procedure cautelari nei confronti della Corte dei Conti.
23) aumento costante e abnorme dei debiti fuori bilancio;
24) disallineamenti pari nel 2007 a 339 milioni;
25) la GESIP lamenta perdite di esercizio mensili pari a 873.000 euro;
26) utilizzo dei fondi di riserva in aperta violazione delle finalitĂ  degli stessi;
a1) continui disallineamenti tra i crediti vantati dalle aziende partecipate e gli accertamenti;
27) utilizzo improprio di risorse comunali per spot propagandistici ed elettorali del sindaco;
28) illegittima assegnazione di spazi e loculi cimiteriali, in violazione delle disposizioni legislative e regolamentari, in favore di soggetti “titolati” ma non “titolari” del relativo diritti;
29) dissennata gestione delle aziende, a totale proprietà pubblica, con proliferazione di aziende collegate con relativo depauperamento del patrimonio globale delle stesse aziende ed aggravi di spese anche per il ricorso a forme anomale di sovvenzionamento bancario (in aperta violazione dell’art. 119 comma 6 Cost.);
30) mancata regolare organizzazione di procedimento elettorale 2007 in violazione di segretezza e libertĂ  di voto.

Così stante le cose, non riesco proprio ad immaginare come sia possibile tacere e nascondere alla legge una sequenza così precisa e numerosa di violazioni amministrative o presunte tali. A pensar male a volte si indovina; ecco, con una così vasta gamma di scelta, basterà leggere le carte e segnalare l’uscita d’emergenza al “Sindaco” verso la porta 77* del comune di Palermo

* Consulta la Smorfia QUI

La fotografia sconveniente

La fotografia sconveniente

Il Cavaliere è furibondo. Il confronto elettorale per le europee si è risolto in una bella batosta per il Popolo delle LibertĂ , e stavolta la sua principale “arma”, il partito “personalistico”, gli si rivolta contro: se il PDL perde consensi, è a casa Berlusconi che i giornalisti e gli analisti politici “bussano” per cercarne il motivo.

Anche perchè qui le dinamiche sono diverse, qui vengono meno le “responsabilitĂ ” dei singoli esponenti del partito: se sei disposto a vendere il tuo voto per un posto di lavoro, probabilmente cederesti alle lusinghe di un candidato consigliere comunale, molto meno a un aspirante europarlamentare con “in pectore” un biglietto di sola andata per Bruxelles.

Parliamo del Berlusca, allora. E’ possibile che l’incursione nella vita privata (a base di foto e dichiarazioni “pruriginose”) abbia causato una perdita di consenso che anni di sentenze di prescrizione, intercettazioni, leggi “ad personam”, insomma di vita pubblica, non sono state in grado di procurare?

Ripenso a Bill Clinton ai tempi del “Sexgate”, quando le televisioni americane intervistavano la gente. “Penso che abbia sbagliato nella vita privata ma è comunque un buon presidente” rispondevano tutti, o quasi. Ora, senza voler giustificare il Cavaliere (ci mancherebbe altro…), cosa c’è di diverso in Italia?

Forse è la Chiesa. Quelle famigerate “schiere” di porporati che da sempre intervengono nella vita sociale e che, ancora una volta, rivolgono alla condotta privata uno sguardo severo che invece latita quando si tratta di valutare la moralitĂ  della vita politica del Paese.

O forse siamo semplicemente noi italiani. Disinteressati e qualunquisti nei confronti della cosa pubblica, prontissimi invece a rispondere ai richiami della curiositĂ  piĂą frivola. Salvo poi castigare l’occhio curioso con gesto di formale (e rassicurante) condanna.

E’ questa la vera “fotografia sconveniente”, quella dell’Italia di oggi. Poco importa cosa abbia fatto il premier a villa Certosa:  quello si è capito fin dal primo momento e, sinceramente, non mi ha stupito affatto.

L’INDAGATO ANTONELLO ANTINORO (UDC) IN EUROPA?

antinoro

Il nuovo pentito Michele Visita aiuta gli inquirenti a scoprire come la mafia e la politica fanno affari. Michele Visita ha riferito a i PM Gaetano Paci e Lia Sava coordinati dal procuratore aggiunto Antonino Ingroia, di essere stato presente all’accordo stretto fra gli uomini del clan di resuttana rappresentato “dall’ambasciatore per i rapporti con i politici” Antonino Caruso arrestato in seguito all’operazione EOS che ha portato all’arresto di 19 esponenti mafiosi, e l’assessore Antinoro (candidato udc per le elezioni europee del 6-7 giugno 2009) per la compravendita di voti per le regionali del 2008 in cambio di denaro precisamente 3000 euro in una busta consegnati in mano a l’altro esponente del clan Agostino Pizzuto (anch’esso in carcere in seguito all’operazione EOS).

L’incontro sarebbe avvenuto nello studio medico del dott. Domenico Galati medico di Pizzuto, Visita parla all’inizio di una normalissima riunione elettorale, per poi trasformarsi in un vero e proprio “mercatino” del voto, che erano venduti a prezzi popolari precisamente a 50 € cadauno; In tutto i voti “comperati sarebbero stati secondo gli inquirenti 60.

Il difensore dell’assessore ai beni culturali avv. Massimo Motisi sostiene la tesi raccontata da Antinoro ai magistrati che parlava si di una consegna di danaro a Pizzutto ma solo per una questione di rimborsi per attivita’ di “volantinaggio, attacchinaggio” o per il pagamento di cene elettorali in pizzerie.

L’altro politico indagato (secondo la repubblica di venerdi 15 maggio 2009) e’ il deputato dell’ARS Nino Dina (UDC) accusato di concorso esterno in associazione mafiosa che il 4 febbraio 2008 avrebbe incontrato nella sua segreteria politica Antonio Caruso,
secondo la Procura Caruso prometteva “appoggio elettorale” per aiutare il deputato ad essere confermato all’ars.
Sempre secondo la Procura Dina promise a Caruso tramite un’associazione la gestione della riserva di Montepellegrino cosa riscontrata anche nelle intercettazioni.

Oggi è l’8 Giugno e l’UDC ha ricevuto, secondo i dati appena aggiornati, il 6.51 % dei voti nazionali. Alla Sicilia spetta un seggio e dalle preferenze personali risulta uscirne vincente Saverio Romano. Non mancano comunque voci indiscrete che affermano la rinuncia di questi in favore del collega Antinoro.

Il nostro, a questo punto, diventa un appello alla Coerenza dell’UDC: “Non mandate un indagato per un reato del genere in Europa. L’italia e gli Italiani meritano rispetto non vergogna!”

Francesco Mascolino

Europee: Veri Valori per l’Italia

Tra il 4 e il 7 Giugno 2009 si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo nei 27 stati dell’Unione Europea. Circa 400 milioni di cittadini dell’Unione eleggeranno 736 membri del PE; l’Italia sarĂ  rappresentata da 73 membri e le elezioni si svolgeranno dal 6 al 7 Giugno. Attraverso l’Atto Unico Europeo e soprattutto attraverso il trattato di Maastricht il Parlamento Europeo ha ampliato i propri poteri decisionali: esso può rigettare in toto il progetto di bilancio e attraverso la procedura di codecisione concorre con il Consiglio nella maggior parte delle decisioni comunitarie in vari settori quali il mercato interno, la libera circolazione dei lavoratori, l’istruzione, la cultura ecc…
Inoltre ha il compito di votare la fiducia della Commissione nel suo insieme. Ciò significa che il PE ha un ruolo di primo piano nelle politiche decisionali, politiche che naturalmente sono rivolte ad ogni stato membro.

L’Italia, anche se ben rappresentata, ha una pessima reputazione a Strasburgo. I nostri eurodeputati sebbene strapagati (circa 11000 euro mensili ridotti a circa 7000  nella nuova legislatura) non solo non conoscono le lingue ma sono assenti in molte sedute, facendo sì che gli altri paesi decidano per noi. Ancora, mentre gli altri paesi decidono di candidare laureati ed esperti, in Italia ci si ostina a candidare atleti, veline, attrici e personaggi dello spettacolo. E tutto questo accade in un’area, quella comunitaria, dove il dialogo e la tecnicitĂ  sono fondamentali.

Molte delle decisioni dell’Unione sono, infatti, frutto di pressioni esterne di lobbisti, associazioni e istituzioni locali. Sono queste pressioni a porre in essere quelle che sono le proposte della Commissione che incidono nelle politiche degli stati membri attraverso direttive, regolamenti e decisioni. Tuttavia molte delle direttive dell’Unione rivolte allo Stato italiano non vengono attuate, ciò comporta l’attuazione di sanzioni che gravano sul bilancio italiano e naturalmente ciò significa che i cittadini italiani per la mancanza di professionalitĂ  o di conflitti d’interesse dei politici sono costretti a pagare milioni e milioni di euro. Le sanzioni riguardano soprattutto temi quali l’ambiente, gli aiuti di stato, gli appalti e anche il campo delle comunicazioni. Ma ciò che piĂą colpisce è l’incapacitĂ  dello Stato italiano di spendere e amministrare i fondi europei.

Questi fondi sono per la maggior parte destinati al Mezzogiorno d’Italia e, a causa di una burocrazia  poco adeguata alla velocitĂ  con cui si muove il mondo ad opera della globalizzazione, molte di queste risorse (si parla di 9,3 miliardi di euro) rischiano di essere perse e devolute in paesi che, sebbene non ai livelli industriali ed economici italiani, riescono a impiegare e sfruttare pienamente gli aiuti concessi dai fondi comunitari.Tutto questo accade in un momento di recessione dove la disoccupazione aumenta, le piccole e medie imprese chiudono e il debito pubblico continua a crescere, proprio per le varie assenze di eurodeputati italiani si prendono decisioni, nell’ambito europeo,  assurde per quella che è l’industria italiana, un’industria che dovrebbe essere caratterizzata dall’alta qualitĂ  del prodotto ma se per varie direttive il governo chiude un occhio se non tutti e due,in altre decisioni dell’UE, decisioni che sembrano alquanto negative per l’Italia il governo le applica abbastamente celermente.

Ci sarebbe da chiedersi il motivo!? I casi emblematici di questi mesi sono senza dubbio il caso del “rosè” e dell’aranciata. Il senato della Repubblica italiana ha giĂ  approvato la proposta per abolire la quantitĂ  minima di frutta che deve avere la bibita che al momento è del 12 %, in questo modo ci sarebbe la possibilitĂ  di fare un’aranciata che di arance ha ben poco e causerebbe seri problemi per regioni come la Sicilia o la Calabria che sono grandi produttrici di agrumi. Stessa cosa per il vino rosè, se passasse la normativa europea, il vino rosè potrebbe esser prodotto miscelando vino rosso e vino bianco, riducendo se non cancellando la grande qualitĂ  di questo prodotto nelle zone dell’oltrepò e del centro-Italia. Tutto ciò fa capire quanto sia importante per ogni elettore italiano la scelta dei candidati che rappresenteranno l’interesse del paese in ambito europeo proprio perchè, anche se il comune cittadino non se ne rende conto, l’Unione Europea condiziona la vita istituzionale, sociale ed economica del nostro paese.

Giacomo Geraci

Referendum 21 Giugno: Istruzioni per l’uso

referendum

L’intesa, alla fine, è arrivata. Maggioranza e opposizione hanno trovato l’accordo sulla data del Referendum Abrogativo: si andrà alle urne il 21 Giugno. Che sollievo!
Dovremo decidere, ma quali sono i quesiti?
Molte persone si trovano nella stessa situazione: sappiamo tutto su quanto ci costerà il 21 Giugno, sappiamo anche il perché non è stato accorpato il Referendum alle Europee, in realtà non l’ho ben capito, dovremmo chiedere alla Lega Nord, ma pochi italiani ad oggi sanno per cosa si andrà a votare in realtà.
Proviamo allora a fare noi un po’di chiarezza. Il tema del Referendum è la legge elettorale, un argomento complesso e tecnico. Attualmente la legge elettorale italiana è la legge nÂş 270 del 21 dicembre 2005, scritta principalmente dall’allora e attuale Ministro Roberto Calderoli che in un’intervista la definì “una porcata” e quindi denominata informalmente da alcuni quotidiani “Legge Porcellum”. Tale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Questo premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.

Il Referendum del 21 Giugno è di tipo Abrogativo,si chiede dunque all’elettore se vuole cancellare una legge, o parte di essa: chi risponde SI, chiede di cancellare; chi risponde NO chiede di mantenere la legge così com’è. I quesiti sono tre:

Il primo quesito riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista piĂą votata in riferimento alla Camera dei Deputati ed in particolare chiede l’abrogazione del collegamento tra liste e l’abrogazione della possibilitĂ  di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, cioè se dovesse vincere il “SI”, la conseguenza è che il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla lista singola, e non piĂą alla coalizione di liste, che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Cioè il partito che ha ottenuto piĂą voti ottiene la maggioranza dei seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere la rappresentanza parlamentare, le liste dovrebbero comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera. Tale sbarramento impedisce ai partiti che hanno meno del 4% di ottenere seggi alla Camera dei Deputati.

Il secondo quesito riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista più votata in riferimento al Senato della Repubblica ed in particolare chiede l’abrogazione del collegamento tra liste e l’abrogazione della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste . Gli effetti in caso di esito positivo (cioè vince il SI) sono identici a quelli del primo quesito, con l’unica differenza che la soglia di sbarramento prevista per il Senato e dell’8% su base regionale.

Il terzo quesito riguarda il divieto di candidatura in più circoscrizioni. Attualmente infatti i candidati possono presentarsi in più di una circoscrizione (e al limite estremo addirittura in tutte) e questa situazione da un enorme potere al candidato eletto in diverse località. L’effetto in caso di esito positivo (cioè vince il SI) sarà l’abrogazione della facoltà di candidature multiple sia alla Camera che al Senato.

Ecco perché a nostro avviso è dovere di ogni cittadino che voglia essere definito tale recarsi alle urne e rinunciare magari ad una giornata di mare,per difendere l’Italia.

Marco Modica