CADONO COME PERE COTTE SULL’ERBA TINTA CHE NON MUORE MAI
E’ di oggi la notizia che, finalmente, la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente Amia, del senatore Pdl Enzo Galioto, dell’ex direttore generale, Orazio Colimberti, e di altre 11 persone tra cui i componenti dell’ex Cda.
L’accusa? Falso in bilancio e falsi sulle relazioni delle società di revisione.
Come saprete, la governance delle società municipalizzate è frutto di nomine da parte del Sindaco. Si tratta di incarichi fiduciari che, proprio in virtù di tale rapporto dovrebbero, in casi come questo, ripercuotersi proprio sul rapporto di fiducia e quindi sul nominante. Non c’è alcuna legge ad imporlo, sia chiaro. E’ solo l’animo e la formamentis politica di ogni singola persona a dovere suggerire cosa è meglio fare e cosa, invece, non lo sia. Nel caso di specie il grottesco è di casa. Di “casa Cammarata” per essere precisi.
Non volendo (a malincuore) mettere il dito sulla piaga in merito agli ultimi deplorevoli misfatti legati al Sindaco ed alla sua Giunta, vicende che tra l’altro, si commentano da sole, quello che mi preme rimarcare è l’assoluta indifferenza con cui oggi, gran parte della città , permette l’accrescersi dello scempio al decoro urbano (legato alla mai terminata emergenza rifiuti) e morale che, inevitabilmente, si ripercuote agli occhi dei mass-media nazionali nell’assenza e indifferenza di noi cives panormitani.
Dispiace vedere negli occhi e, sopratutto, nella braccia di questa amministrazione Cammarata il disprezzo e la superficialità d’intenti per la nostra città , per noi cittadini, per noi palermitani.
Vi invito, pertanto, a vedere con attenzione il video di cui sopra, dove viene sviluppata l’analisi storica, economica e gestionale di quest’azienda e dei suoi ex amministratori.






















