Europee: Veri Valori per l’Italia

Tra il 4 e il 7 Giugno 2009 si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo nei 27 stati dell’Unione Europea. Circa 400 milioni di cittadini dell’Unione eleggeranno 736 membri del PE; l’Italia sarà rappresentata da 73 membri e le elezioni si svolgeranno dal 6 al 7 Giugno. Attraverso l’Atto Unico Europeo e soprattutto attraverso il trattato di Maastricht il Parlamento Europeo ha ampliato i propri poteri decisionali: esso può rigettare in toto il progetto di bilancio e attraverso la procedura di codecisione concorre con il Consiglio nella maggior parte delle decisioni comunitarie in vari settori quali il mercato interno, la libera circolazione dei lavoratori, l’istruzione, la cultura ecc…
Inoltre ha il compito di votare la fiducia della Commissione nel suo insieme. Ciò significa che il PE ha un ruolo di primo piano nelle politiche decisionali, politiche che naturalmente sono rivolte ad ogni stato membro.

L’Italia, anche se ben rappresentata, ha una pessima reputazione a Strasburgo. I nostri eurodeputati sebbene strapagati (circa 11000 euro mensili ridotti a circa 7000  nella nuova legislatura) non solo non conoscono le lingue ma sono assenti in molte sedute, facendo sì che gli altri paesi decidano per noi. Ancora, mentre gli altri paesi decidono di candidare laureati ed esperti, in Italia ci si ostina a candidare atleti, veline, attrici e personaggi dello spettacolo. E tutto questo accade in un’area, quella comunitaria, dove il dialogo e la tecnicità sono fondamentali.

Molte delle decisioni dell’Unione sono, infatti, frutto di pressioni esterne di lobbisti, associazioni e istituzioni locali. Sono queste pressioni a porre in essere quelle che sono le proposte della Commissione che incidono nelle politiche degli stati membri attraverso direttive, regolamenti e decisioni. Tuttavia molte delle direttive dell’Unione rivolte allo Stato italiano non vengono attuate, ciò comporta l’attuazione di sanzioni che gravano sul bilancio italiano e naturalmente ciò significa che i cittadini italiani per la mancanza di professionalità o di conflitti d’interesse dei politici sono costretti a pagare milioni e milioni di euro. Le sanzioni riguardano soprattutto temi quali l’ambiente, gli aiuti di stato, gli appalti e anche il campo delle comunicazioni. Ma ciò che più colpisce è l’incapacità dello Stato italiano di spendere e amministrare i fondi europei.

Questi fondi sono per la maggior parte destinati al Mezzogiorno d’Italia e, a causa di una burocrazia  poco adeguata alla velocità con cui si muove il mondo ad opera della globalizzazione, molte di queste risorse (si parla di 9,3 miliardi di euro) rischiano di essere perse e devolute in paesi che, sebbene non ai livelli industriali ed economici italiani, riescono a impiegare e sfruttare pienamente gli aiuti concessi dai fondi comunitari.Tutto questo accade in un momento di recessione dove la disoccupazione aumenta, le piccole e medie imprese chiudono e il debito pubblico continua a crescere, proprio per le varie assenze di eurodeputati italiani si prendono decisioni, nell’ambito europeo,  assurde per quella che è l’industria italiana, un’industria che dovrebbe essere caratterizzata dall’alta qualità del prodotto ma se per varie direttive il governo chiude un occhio se non tutti e due,in altre decisioni dell’UE, decisioni che sembrano alquanto negative per l’Italia il governo le applica abbastamente celermente.

Ci sarebbe da chiedersi il motivo!? I casi emblematici di questi mesi sono senza dubbio il caso del “rosè” e dell’aranciata. Il senato della Repubblica italiana ha già approvato la proposta per abolire la quantità minima di frutta che deve avere la bibita che al momento è del 12 %, in questo modo ci sarebbe la possibilità di fare un’aranciata che di arance ha ben poco e causerebbe seri problemi per regioni come la Sicilia o la Calabria che sono grandi produttrici di agrumi. Stessa cosa per il vino rosè, se passasse la normativa europea, il vino rosè potrebbe esser prodotto miscelando vino rosso e vino bianco, riducendo se non cancellando la grande qualità di questo prodotto nelle zone dell’oltrepò e del centro-Italia. Tutto ciò fa capire quanto sia importante per ogni elettore italiano la scelta dei candidati che rappresenteranno l’interesse del paese in ambito europeo proprio perchè, anche se il comune cittadino non se ne rende conto, l’Unione Europea condiziona la vita istituzionale, sociale ed economica del nostro paese.

Giacomo Geraci

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