Referendum 21 Giugno: Istruzioni per l’uso

L’intesa, alla fine, è arrivata. Maggioranza e opposizione hanno trovato l’accordo sulla data del Referendum Abrogativo: si andrà alle urne il 21 Giugno. Che sollievo!
Dovremo decidere, ma quali sono i quesiti?
Molte persone si trovano nella stessa situazione: sappiamo tutto su quanto ci costerà il 21 Giugno, sappiamo anche il perché non è stato accorpato il Referendum alle Europee, in realtà non l’ho ben capito, dovremmo chiedere alla Lega Nord, ma pochi italiani ad oggi sanno per cosa si andrà a votare in realtà .
Proviamo allora a fare noi un po’di chiarezza. Il tema del Referendum è la legge elettorale, un argomento complesso e tecnico. Attualmente la legge elettorale italiana è la legge nº 270 del 21 dicembre 2005, scritta principalmente dall’allora e attuale Ministro Roberto Calderoli che in un’intervista la definì “una porcata†e quindi denominata informalmente da alcuni quotidiani “Legge Porcellum”. Tale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Questo premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista†o alla “coalizione di liste†che ottiene il maggior numero di voti.
Il Referendum del 21 Giugno è di tipo Abrogativo,si chiede dunque all’elettore se vuole cancellare una legge, o parte di essa: chi risponde SI, chiede di cancellare; chi risponde NO chiede di mantenere la legge così com’è. I quesiti sono tre:
Il primo quesito riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista più votata in riferimento alla Camera dei Deputati ed in particolare chiede l’abrogazione del collegamento tra liste e l’abrogazione della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, cioè se dovesse vincere il “SI”, la conseguenza è che il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla lista singola, e non più alla coalizione di liste, che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Cioè il partito che ha ottenuto più voti ottiene la maggioranza dei seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere la rappresentanza parlamentare, le liste dovrebbero comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera. Tale sbarramento impedisce ai partiti che hanno meno del 4% di ottenere seggi alla Camera dei Deputati.
Il secondo quesito riguarda l’attribuzione del premio di maggioranza alla lista più votata in riferimento al Senato della Repubblica ed in particolare chiede l’abrogazione del collegamento tra liste e l’abrogazione della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste . Gli effetti in caso di esito positivo (cioè vince il SI) sono identici a quelli del primo quesito, con l’unica differenza che la soglia di sbarramento prevista per il Senato e dell’8% su base regionale.
Il terzo quesito riguarda il divieto di candidatura in più circoscrizioni. Attualmente infatti i candidati possono presentarsi in più di una circoscrizione (e al limite estremo addirittura in tutte) e questa situazione da un enorme potere al candidato eletto in diverse località . L’effetto in caso di esito positivo (cioè vince il SI) sarà l’abrogazione della facoltà di candidature multiple sia alla Camera che al Senato.
Ecco perché a nostro avviso è dovere di ogni cittadino che voglia essere definito tale recarsi alle urne e rinunciare magari ad una giornata di mare,per difendere l’Italia.
Marco Modica























16 Giugno 2009 alle 01:01
Al referendum vota in modo “disgiunto - SEMIALTERNO!â€
Un modo strategico per scucire la pervasiva autoreferenzialità della casta!
Dato che ad ogni elezione vince ineluttabilmente il progetto politico più votato quale “contenuto†del contendere diventando così programma di governo effetto della “sintesi†della mediazione della compagine vincente. Sostanza – programma governativo che messo in attuazione dovrebbe dare risultati consuntivi di fine legislatura possibilmente più coerenti al proposto programma elettorale. Ovviamente affinché tutto questo processo possa concretizzarsi al meglio e/o venga messo in attuazione il più velocemente possibile ogniqualvolta si rinnova la legislatura, molto dipende dal quanto efficiente risulta il dispositivo preposto alla designazione - delle rappresentanze che determina la compagine di governo nel renderla la più omogenea possibile in consistenza nel confermare, alternare e/o cambiarne le rappresentanze. Affinché questo possa effettuarsi nel modo più coerente e confacente possibile alle volontà della maggioranza che l’ha espresso determinante risulta essere la capacità del sistema che dovrebbe essere conseguente nel dare l’opportuna forza alla compagine governativa per metterle d’attuare il programma di governo che per legittimazione il corpo elettorale gli ha consegnato!
Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora aperto del come far sì che ciò avvenga nel modo più appropriato possibile senza ogniqualvolta doversi rimettere al solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops†costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Tutte assurde ed inconcepibili modalità per ulteriormente mantenere parziale quanto transitivo il meccanismo elettorale per rendere semplicemente sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta che così facendo cerca in continuazione d’innalzarsi la posta in gioco e per aumentarsi ulteriore autoreferenziale nello spazio tempo e, così facendo magri rendere questo processo sempre più irreversibile! Quando, con un sistema più completo “idealtipo†si potrebbe semplicemente meglio risolvere rendendo più fisiologici i processi di designazione delle rappresentanze politiche quanto con il SEMIALTERNO si propone! In quanto oggigiorno, servono nuovi paradigmi gestori! Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o venga conformato da elementi di correnti di partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro!
Per l’appunto il referendum del 21-22 c.m. rappresenta uno dei prossimi appuntamenti e, dovremmo esserne maggiormente consapevoli del fatto che si “voterà †su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcataâ€!
Pertanto al referendum ad ognuno dei tre voti possibili sarebbe dargli la più opportuna valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del miglioramento della nostra democrazia nel suo complesso!
Quindi, per rendersi incisivi e poter smantellare l’inerziale autoreferenzialità con la quale la casta intende avvolgersi e blindarsi serve smascherala ed obbligarla a rendere i meccanismi elettorali non più limitati e limitanti bensì completi e funzionali per trasformare il nostro sistema paese strutturalmente e glocalmente più competitivo!
Pertanto, si propone di scegliere: un secco “Sì†al 3° quesito per abrogare e mettere fine alle candidature multiple anche se questo voto non permetterà di far sparire il vizio di propinarci liste blindate! (Caratteristica che sembra imperversare ad ogni latitudine e che la casta comodamente vorrebbe in ogni dove imporre quando attualmente, nemmeno più i cittadini Iraniani sembrano accettare siffatte “malsane intenzioni!â€â€¦ dimostrato dai loro slogan di protesta “this is not election this is selection!â€)
Inoltre, risulterebbe strategico votare in modo opposto per gli altri due quesiti in modo da obbligare la classe politica a comunque cambiare… Quindi, converrebbe scegliere un “NO†al 1° quesito elettorale (oppure astenersi) ed invece rispondere con un “Sì†al 2° quesito per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il suddetto sistema SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole “a check & balance criterio semplici, complete e cristalline” e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità … questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d’anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi… nei paradisi fiscali!
Pertanto, servono indeclinabili adeguamenti per aggiornarci ad una siffatta nuova realtà senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti errori e rimanere in mezzo al guado appesi a modelli “zattera†rigidi, intermittenti del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di cicliche inefficaci ricorsivi referendum ed inutili bicamerali costituite quest’ultime dai soliti “Penelopi croupier di casta†che ripristinano il solito gioco dell’oca!
Quindi, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum (essendo già di per sé un residuo di una precedente legge elettorale) per attaccarsi a quella del Guzzettum per poi magari come già taluno afferma volersi riattaccarsi a quella del Mattarellum quando la realtà reclama nuove e più complete soluzioni per affrontarla! Realtà che ha già nuovamente iniziato ad iperbolicamente correre su tutti fronti e livelli in modo diverso e sempre più cangiante rispetto al compassato in modo sempre più fluido che reclama un salto di qualità abbracciando sistemi più completi per risultare strutturalmente (endo- ed eso-) competitivi quanto il SEMIALTERNO propugna sistema volto a dissipare sia la deterrenza speculativa che per contrastare l’insorge di partitini –“nanetti - famigerati ricattatori - ago della bilanciaâ€! Giacché con un sistema più completo ogni processo otterrebbe sistematicamente beneficio, in una costante virtuosa ricorsiva funzionale accelerazione nel suo complesso per implementare efficienza e riverberarla in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity. In quanto il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema…
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità , più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60â€) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio†risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale - idealmente non a base “regionalista”).
4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALEâ€- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale†si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario†per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità …
Pertanto, il criterio di equilibrio, di chiarezza, di controllo e di trasparenza devono risultare strutturalmente insiti nello stesso meccanismo elettorale, quali aspetti e criteri indispensabili per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte di ritorno. Questo, al fine di agevolare in modo ricorsivo l’implementazione della qualità anziché dissiparla. Poiché “in fondo nessun ordine è mai definitivo, in quanto le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sarà rimesso all’uso che ne fa chi viene dopo!†Quindi, non ci rimane che lavorare per rendere più completo il sistema elettorale affinché enuclei questa incontrovertibile modalità volte ad implementare qualità totale!
Questo appunto reclama una più confacente architettura del meccanismo delle leggi elettorali – istituzionali preposte ad svolgere questo compito facendo in modo che “accada†nel modo più fisiologico ed efficiente possibile rispetto a quanto per effetto di modelli incompleti antiquati ed obsoleti anacronisticamente succede rispetto alle esigenze che i nostri tempi pretendono articolazioni più pertinenti quanto con il SEMIALTERNO si propone.
Poiché importante risulta che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente per ingenerare quella autotutela di “feed back†necessari al controllo nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio†da contestualmente indurre effetti dissipativi nei confronti del rischiare autoreferenziali speculativi degenerativi incestuosi autoavvitamenti, deterrenze e/o quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la democrazia in autoreferenziale oligarchia anziché dissiparla!
16 Giugno 2009 alle 21:49
Grazie Giulio,
il tuo commento è un ottimo spunto di riflessione; come ben saprai l’indirizzo nazionale di IDV, su questa tematica, ha subito un lieve cambio di rotta per il fatto che ci siamo resi conto che votando si a tutti e 3 i quesiti si rischia di creare qualcosa di ancora peggiore della legge attuale. Non mancheremo, in ogni caso, di valutare questo tuo interessante punto di vista.
Grazie e continua a seguirci!
Giuseppe Mammana
Coordinatore Giovani IdV Palermo