Il Cordolo della Discordia

In questi giorni, girando per Palermo, si possono notare dei lunghi cordoli gialli lungo il percorso delle principali strade della cittĂ .
La cittadinanza già si interroga sull’utilità di tale sistema, dividendosi sostanzialmente in due parti.
Una parte ne afferma l’inutilità dichiarando che si rallenta il traffico, che si crea intralcio ai pedoni (di recente la notizia che un distratto passante che inciampando sul cordolo, non notata, è finito in ospedale).
Un’altra parte (tra cui il sottoscritto) invece gioisce dell’iniziativa (una delle poche, razionali) del Comune, con cui finalmente si da una risposta a uno dei piĂą spinosi (e non certo l’unico!) problemi della cittĂ , quello del traffico cittadino (cui comunque bisognerebbe dare piĂą importanza, visto che le centraline dello smog indicano pericolosi livelli di inquinamento) e della eterna lentezza del sistema di trasporto pubblico comunale, che in certe occasioni rasenta il grottesco, dovuta oltre che alla cronica carenza di mezzi proprio alla pessima situazione della viabilitĂ stradale, intasata dalle doppie o triple file che non solo occupano le corsie preferenziali previste per i mezzi pubblici ma inoltre restringono, in maniera vergognosa, la carreggiata. Tra i casi piĂą eclatanti: C.so Pisani, C.so Vittorio Emanuele, Via Ernesto Basile, in cui gli “appassionati del parcheggio facile” sostano nella piĂą assoluta impuntĂ da parte delle autoritĂ municipali.
A parte quindi le inconsistenti opposizioni (tra l’altro i cordoli si vedono benissimo basta fare un po’ di attenzione!) mi sento di dire che tale sistema è sicuramente un’ottima idea per risolvere, almeno in parte, il problema del trasporto pubblico cittadino.
Certo è triste pensare che sia necessario un mezzo di coercizione per garantire un minimo di civiltà con riguardo il pubblico interesse, è forse un’utopia ma a me piace pensare che un giorno forse non ci sarà più bisogno di un cordolo (o di altri mezzi ) per garantire il rispetto delle regole, ma fino ad allora plaudiamo ad altre iniziative simili possibilmente estese a tutta la città e non solo alle zone centrali.
di Mauro Anzè






















