Ripartiamo dai Comuni e dalla Regione

Vorrei utilizzare questo spazio per coinvolgervi in una mia riflessione.
Siamo in un sistema di pluralismo giuridico,dove il potere è diffuso tra i vari enti che costituiscono la Repubblica.
È anche vero che oggi è in corso un “federalizing processâ€, un processo cioè dove alla centralità dello Stato si contrappone una forte presenza (oltre che di fonti comunitarie) di fonti regionali.
Oggi si registra un’erosione della centralità dello Stato in favore dell’Europa da una parte e delle Regioni dall’altra. Questo significa,che lo sviluppo in senso lato della Regione dipende in modo decisivo,oggi molto più che in passato,dalla classe politica regionale.
Sarà questa classe politica,dunque,a “governare†fatti che prima erano di competenza statale, in primis con lo strumento della legge e del regolamento. Ma con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, non cresce soltanto il peso delle Regioni, (con un rivoluzionario art.117Cost) ma anche e soprattutto vi è una forte spinta verso una piena autonomia dei Comuni.
La Costituzione dopo il 2001 prevede che le funzioni amministrative siano attribuite in prima istanza ai Comuni. È il Comune, ente locale più vicino al cittadino, che deve provvedere ai bisogni di quest’ultimo. Le Province, le Regioni, lo Stato potranno intervenire in un secondo momento soltanto qualora il Comune “non sia in grado†di soddisfare questi bisogni, e sulla base dei principi di sussidiarietà , differenziazione e adeguatezza.
È una scelta ponderata quanto opportuna quella del legislatore costituzionale, cui però segue la necessità di una classe politica locale virtuosa. In questo assetto costituzionale siamo noi dunque, noi che viviamo in una Regione (particolarissima come la Sicilia), noi residenti di un Comune, a dover pretendere che questi poteri siano esercitati nel migliore dei modi, con competenza e cultura dei valori. Aumento del potere deve significare anche aumento di responsabilità . Questa connessione tra potere e responsabilità politica spesso è assente. Occorre “pressare†e “controllare†chi oggi gode di maggiore potere, e dunque di maggiore responsabilità : il politico locale e quindi il sindaco, l’assessore.
Occorre che i cittadini siano consapevoli, informati e che possano al momento del voto orientare la loro scelta verso una politica onesta e competente, virtuosa e capace di soddisfare i bisogni della collettività . Per far ciò occorre chiaramente il massimo livello di trasparenza.
E come la qualità di vita del cittadino, oggi dipenda soprattutto dal Comune, è evidente. Pensiamo ad un Comune che riduce fortemente il costo per l’energia delle famiglie puntando sull’ energia pulita, o che riduce il costo dei rifiuti e che garantisce l’assenza di discariche e inceneritori nel Comune grazie alla strategia “rifiuti zero†di cui parla oggi Obama, e l’assenza di scorie di qualsiasi tipo nel territorio.
O ancora un Comune con un sistema di collegamenti comodo e veloce che consenta di spostarsi facilmente e ancora una Pubblica Amministrazione che sia efficace ed efficiente.
E infine un Comune che garantisca la connettività , e dunque favorisca l’introduzione di ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell’ADSL e la diffusione di punti Wi Fi nel territorio comunale.
Occorrono amministratori locali che sappiano conciliare sviluppo e legalità : Valori che devono essere comunicanti, complementari. Se la legalità è promossa senza considerare la crescita di un territorio non soltanto si fa del male allo sviluppo, ma la stessa legalità sarà incapace di entrare dentro la vita del territorio, e sarà soltanto un valore astratto senza alcun legame con la realtà .
Cosi quando si abbassa l’asticella della legalità per promuovere lo sviluppo, non si fa soltanto un danno alla sfera della legalità in senso lato, e quindi allo spirito civico di un Paese, ma addirittura non si registra nemmeno una crescita economica.
Ecco perché è necessario questo binomio.
Ripartire dai Comuni significa insomma ripartire dalla persona umana. Quindi possiamo diventare degli attenti cittadini e “controllori†della politica locale. Ricercando legalità e competenza in Comune.
Vincenzo Giallombardo






















