Guide Turistiche Abusive? Ecco la Soluzione

Per definizione la nostra è la terra del turismo. Ribadisco, per definizione.
È preferibile tralasciare in questa sede di trattare di tutte le disfunzioni e le mancanze che non ci permettono di sfruttare in modo pieno e razionale il settore menzionato per soffermarsi su una problematica meno evidente,ma che è un conseguente corollario di quanto appena accennato: quella cioè relativa ai lavoratori identificabili come guide turistiche.
Secondo la legge di riferimento (l. 3 maggio 2004, n.8 “Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea) è guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a siti paesaggistici e naturalistici ed a beni di interesse turistico quali monumenti, opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche culturali, storiche ed artistiche.
Tale professione può essere esercitata stabilmente nel territorio della Regione unicamente da coloro i quali sono registrati in una delle sezioni dell’Albo Regionale istituito presso l’Assessorato regionale del turismo.
Questa iscrizione è subordinata al conseguimento della rispettiva abilitazione,mediante il superamento di un esame riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma di laurea in discipline afferenti alle materie turistiche.
Per rendere agevole il riconoscimento del soggetto autorizzato a svolgere la professione, l’assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti gli rilascia un tesserino nel quale sono riportati i dati contenuti nell’elenco nonché le eventuali specializzazioni linguistiche. Questo tesserino deve essere reso visibile durante l’esercizio dell’attività professionale.
Chi non lo esibisse o praticasse abusivamente questa attività sarebbe sottoposto a sanzioni amministrative .
Sempre il testo normativo prima indicato prevede che la competenza di vigilare e controllare sulle attività professionali spetta ai comuni che sono tenuti a trasmettere all’assessorato regionale competente copia dei verbali delle contravvenzioni.
Sorge allora spontanea una domanda: esiste sul nostro territorio un organo atto ad esercitare queste funzioni?
Le guide turistiche ne lamentano la mancanza.
Così nella situazione attuale la polizia municipale non è in grado di svolgere questi compiti non conoscendo le norme di riferimento. Non a caso, qualora si trovasse di fronte una violazione palese e volesse irrogare una sanzione, non dispone neanche dei moduli adatti per farlo!
Tutto questo, ovviamente, getta le guide abilitate nello sconforto e permette a quelle abusive di agire indisturbate.
In realtà fino a qualche anno fa esisteva la figura della polizia turistica, distaccamento di quella municipale, che però è stata smantellata tra il 2006 e del 2007.
Subito dopo la sua estinzione i tour operator hanno bloccato le assunzioni e l’utilizzo delle guide, utilizzando gli accompagnatori turistici sia nell’ambito delle loro competenze che in quelle spettanti alle guide.
Così gli accompagnatori si sono trovati a dover adempiere a compiti che a loro non appartengono, mentre chi è abilitato, paradossalmente, non può esercitare la propria professione in modo legale.
Ma vediamo cosa si intende per accompagnatore turistico.
Secondo la legge prima citata, è accompagnatore turistico chi, per professione, accoglie o accompagna singole persone o gruppi di persone durante viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero per curare l’attuazione dei programmi di viaggio predisposti dagli organizzatori e assicurare i necessari servizi di assistenza per tutta la durata del viaggio, fornendo, inoltre, informazioni significative di interesse turistico sulle zone di transito, al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche.
È palese la differenza tra queste due figure!
Dunque, ricapitolando ci si trova di fronte una situazione in cui le norme esistono…le previsioni di sanzioni in caso di violazione pure…ma quello che manca è l’organo che dovrebbe verificare che nel settore tutto si svolga in modo regolare.
Così ci si sente legittimati ad agire in modo illegale…
Grazie alla pressione di alcune delle guide turistiche e all’attenzione prestata da alcuni consiglieri comunali alla questione, è stata presentata in consiglio ed approvata all’unanimità una mozione di Italia dei Valori in data 8 ottobre 2008 mirante a impegnare gli assessori competenti a relazionare entro 15 giorni in Consiglio comunale l’attività svolta dall’entrata in vigore della legge della regione siciliana n.8 del 2004 ed in particolare negli ultimi due anni e a predisporre un intervento per articolare le azioni finalizzate – così come deciso dal legislatore regionale – all’eliminazione dell’esercizio abusivo di tali professioni.
Domanda di rito: Hanno gli assessori relazionato come richiesto dal consiglio?
Nel dubbio, ci si attiene ai fatti: il problema persiste alle porte dell’inizio della nuova stagione.
Unica novità è la richiesta del comandante della polizia municipale di Palermo, dr. Nunzio Purpura, di istituire un “Gruppo di polizia Turisticaâ€, effettuata in data 30 marzo 2009.
In una lettera inviata a tutto il personale di polizia municipale il comandante afferma: è intendimento di questo comando a procedere all’istituzione di un gruppo di polizia turistica composto da personale altamente motivato e preparato, da adibire a presidio delle zone e dei beni culturali di particolare interesse turistico, che possa ben rapportarsi all’utenza straniera.
Il suddetto personale sarà individuato, ove possibile, tra coloro che daranno esplicita disponibilità facendo pervenire allo scrivente Ufficio, entro 15 giorni dalla data della scrivente (dunque entro il 15 aprile) apposita istanza corredata da eventuale documentazione.
Dunque, siamo in attesa di un’evoluzione della questione, sperando in un’esito positivo.
Perché è impossibile che si continui a negare a chi ne ha diritto di svolgere il proprio lavoro.
E le guide turistiche non sono le sole a lamentare questo riconoscimento.
Purtroppo.
Lucia Castellana























13 Maggio 2009 alle 09:04
Gentile signora Castellana,
desidero farLe presente che la situazione è molto più complessa di come la descrive, perchè:
1) la legge del 2004 è sostanzialmente rimasta inapplicata, a solo ed esclusivo vantaggio delle guide turistiche già in possesso di licenza e delle agenzie di viaggio che continuano ad avvalersi di personale “abusivo” pagato molto meno del dovuto, in quanto a) non sono stati istituiti e finanziati i corsi previsti per le guide turistiche già autorizzate per ampliare le proprie competenze ai comprensori allargati, b) nemmeno un esame è stato espletato per i laureati intenzionati a svolgere la professione turistica: nei fatti si impedisce l’accesso alla professione! di questo vi dovreste scandalizzare;
2) la stessa legge contiene un codicillo vergognoso, unico nel suo genere in tutta Italia, che impedisce a chi è in possesso di entrambe le licenze (di guida locale e di accompagnatore) di esercitare entrambe le professioni contemporaneamente, come se non si trattasse di professioni complementari, bensì in contrasto: solo chi è in malafede può affermare il contrario, e ben lo sa chi lavora nel settore, anche in questo caso ad esclusivo vantaggio delle guide locali già in possesso del proprio patentino, come se fosse un impiego comunale immutabile ed inamovibile;
3) ci si accanisce contro colleghi di altre province siciliane, mentre si assiste alla calata di masse di accompagnatori stranieri che fanno l’uno e l’altro e che se ne infischiano di eventuali controlli e multe comminate da qualsiasi polizia: avete mai sentito parlare della direttiva comunitaria 36/2005 e 100/2006 e del Decreto legislativo 206/2007 e della cosiddetta legge Bersani (rimasta lettera morta qui nella regione autonoma (nel proteggere le caste))?
4) si arriva al paradosso che mentre gli stranieri godono per diritto comunitario, superiore ricordo, qualora ce ne fosse bisogno, a quello nazionale e naturalmente regionale, di vasti diritti, una guida siciliana è impedita ad andare da Palermo ad Agrigento, o da Enna a Catania: i siciliani, come al solito, sono capaci, meschini come sono, solo a frasi la guerra fra di loro.
5) il settore turistico subisce più di tanti altri e direttamente gli effetti della crisi economica: guide a spasso, hotel vuoti, bus fermi. Questa è l’occasione per rimodernare il comparto, con leggi all’avanguardia e non protezionistiche, che non mortifichino la qualità e la volontà delle persone, ma le valorizzino: ma l’assessore al turismo (siracusano) che fa: istituisce un ulteriore comprensorio, quello del sudest! Tanto valeva non farla questa legge del 2004 e lasciare tutto com’era: 9 province, tot comuni, mille campanili.
Hermann Schultze