Archivio di Aprile 2009

Ripartiamo dai Comuni e dalla Regione

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Vorrei utilizzare questo spazio per coinvolgervi in una mia riflessione.
Siamo in un sistema di pluralismo giuridico,dove il potere è diffuso tra i vari enti che costituiscono la Repubblica.

È anche vero che oggi è in corso un “federalizing processâ€, un processo cioè dove alla centralità dello Stato si contrappone una forte presenza (oltre che di fonti comunitarie) di fonti regionali.

Oggi si registra un’erosione della centralità dello Stato in favore dell’Europa da una parte e delle Regioni dall’altra. Questo significa,che lo sviluppo in senso lato della Regione dipende in modo decisivo,oggi molto più che in passato,dalla classe politica regionale.
Sarà questa classe politica,dunque,a “governare†fatti che prima erano di competenza statale, in primis con lo strumento della legge e del regolamento. Ma con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, non cresce soltanto il peso delle Regioni, (con un rivoluzionario art.117Cost) ma anche e soprattutto vi è una forte spinta verso una piena autonomia dei Comuni.

La Costituzione dopo il 2001 prevede che le funzioni amministrative siano attribuite in prima istanza ai Comuni. È il Comune, ente locale più vicino al cittadino, che deve provvedere ai bisogni di quest’ultimo. Le Province, le Regioni, lo Stato potranno intervenire in un secondo momento soltanto qualora il Comune “non sia in grado†di soddisfare questi bisogni, e sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

È  una scelta ponderata quanto opportuna quella del legislatore costituzionale, cui però segue la necessità di una classe politica locale virtuosa. In questo assetto costituzionale siamo noi dunque, noi che viviamo in una Regione (particolarissima come la Sicilia), noi residenti di un Comune, a dover pretendere che questi poteri siano esercitati nel migliore dei modi, con competenza e cultura dei valori.  Aumento del potere deve significare anche aumento di responsabilità. Questa connessione tra potere e  responsabilità politica spesso è assente. Occorre “pressare†e “controllare†chi oggi gode di maggiore potere, e dunque di maggiore responsabilità: il politico locale e quindi il sindaco, l’assessore.

Occorre che i cittadini siano consapevoli, informati e che possano al momento del voto orientare la loro scelta verso una politica onesta e competente, virtuosa e capace di soddisfare i bisogni della collettività. Per far ciò occorre chiaramente il massimo livello di trasparenza.
E come la qualità di vita del cittadino, oggi dipenda soprattutto dal Comune, è evidente. Pensiamo ad un Comune che riduce fortemente il costo per l’energia delle famiglie puntando sull’ energia pulita, o che riduce il costo dei rifiuti e che garantisce l’assenza di discariche e inceneritori nel Comune grazie alla strategia “rifiuti zero†di cui parla oggi Obama, e l’assenza di scorie di qualsiasi tipo nel territorio.
O ancora un Comune con un sistema di collegamenti comodo e veloce che consenta di spostarsi facilmente e ancora una Pubblica Amministrazione che sia efficace ed efficiente.
E infine un Comune che garantisca la connettività, e dunque favorisca l’introduzione di ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso della Rete e, allo stesso tempo, pretendere la diffusione dell’ADSL e la diffusione di punti Wi Fi nel territorio comunale.
Occorrono amministratori locali che sappiano conciliare sviluppo e legalità: Valori che devono essere comunicanti, complementari. Se la legalità è promossa senza considerare la crescita di un territorio non soltanto si fa del male allo sviluppo, ma la stessa legalità sarà incapace di entrare dentro la vita del territorio, e sarà soltanto un valore astratto senza alcun legame con la realtà.

Cosi quando si abbassa l’asticella della legalità per promuovere lo sviluppo, non si fa soltanto un danno alla sfera della legalità in senso lato, e quindi allo spirito civico di un Paese, ma addirittura non si registra nemmeno una crescita economica.
Ecco perché è necessario questo binomio.
Ripartire dai Comuni significa insomma ripartire dalla persona umana. Quindi possiamo  diventare degli attenti cittadini e “controllori†della politica locale. Ricercando legalità e competenza in Comune.

Vincenzo Giallombardo

Guide Turistiche Abusive? Ecco la Soluzione

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Per definizione la nostra è la terra del turismo. Ribadisco, per definizione.
È preferibile tralasciare in questa sede di trattare di tutte le disfunzioni e le mancanze che non ci permettono di sfruttare in modo pieno e razionale il settore menzionato per  soffermarsi su una problematica meno evidente,ma che è un conseguente corollario di quanto appena accennato: quella cioè relativa ai lavoratori identificabili come guide turistiche.
Secondo la legge di riferimento (l. 3 maggio 2004, n.8 “Disciplina delle attività di guida turistica, guida ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida subacquea) è guida turistica chi, per professione, accompagna persone singole o gruppi di persone nelle visite a siti paesaggistici e naturalistici ed a beni di interesse turistico quali monumenti, opere d’arte, musei, gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche culturali, storiche ed artistiche.
Tale professione può essere esercitata stabilmente nel territorio della Regione unicamente da coloro i quali sono registrati in una delle sezioni dell’Albo Regionale istituito presso l’Assessorato regionale del turismo.
Questa iscrizione è subordinata al conseguimento della rispettiva abilitazione,mediante il superamento di un esame riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma di laurea in discipline afferenti alle materie turistiche.
Per rendere agevole il riconoscimento del soggetto autorizzato a svolgere la professione, l’assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti gli rilascia un tesserino nel quale sono riportati i dati contenuti nell’elenco nonché le eventuali specializzazioni linguistiche. Questo tesserino deve essere reso visibile durante l’esercizio dell’attività professionale.
Chi non lo esibisse o praticasse abusivamente questa attività sarebbe sottoposto a sanzioni amministrative .
Sempre il testo normativo prima indicato prevede che la competenza di vigilare e controllare sulle attività professionali spetta ai comuni che sono tenuti a trasmettere all’assessorato regionale competente copia dei verbali delle contravvenzioni.
Sorge allora spontanea una domanda: esiste sul nostro territorio un organo atto ad esercitare queste funzioni?
Le guide turistiche ne lamentano la mancanza.
Così nella situazione attuale la polizia municipale non è in grado di svolgere questi compiti non conoscendo le norme di riferimento. Non a caso, qualora si trovasse di fronte una violazione palese e volesse irrogare una sanzione, non dispone neanche dei moduli adatti per farlo!
Tutto questo, ovviamente, getta le guide abilitate nello sconforto e permette a quelle abusive di agire indisturbate.
In realtà fino a qualche anno fa esisteva la figura della polizia turistica, distaccamento di quella municipale, che però è stata smantellata tra il 2006 e del 2007.
Subito dopo la sua estinzione i tour operator hanno bloccato le assunzioni e l’utilizzo delle guide, utilizzando gli accompagnatori turistici sia nell’ambito delle loro competenze che in quelle spettanti alle guide.
Così gli accompagnatori si sono trovati a dover adempiere a compiti che a loro non appartengono, mentre chi è abilitato, paradossalmente, non può esercitare la propria professione in modo legale.
Ma vediamo cosa si intende per accompagnatore turistico.
Secondo la legge prima citata, è accompagnatore turistico chi, per professione, accoglie o accompagna singole persone o gruppi di persone durante viaggi attraverso il territorio nazionale o all’estero per curare l’attuazione dei programmi di viaggio predisposti dagli organizzatori e assicurare i necessari servizi di assistenza per tutta la durata del viaggio, fornendo, inoltre, informazioni significative di interesse turistico sulle zone di transito, al di fuori dell’ambito di competenza delle guide turistiche.
È palese la differenza tra queste due figure!
Dunque, ricapitolando ci si trova di fronte una situazione in cui le norme esistono…le previsioni di sanzioni in caso di violazione pure…ma quello che manca è l’organo che dovrebbe verificare che nel settore tutto si svolga in modo regolare.
Così ci si sente legittimati ad agire in modo illegale…
Grazie alla pressione di alcune delle guide turistiche e all’attenzione prestata da alcuni consiglieri comunali alla questione, è stata presentata in consiglio ed approvata all’unanimità una mozione di Italia dei Valori in data 8 ottobre 2008 mirante a impegnare gli assessori competenti a relazionare entro 15 giorni in Consiglio comunale l’attività svolta dall’entrata in vigore della legge della regione siciliana n.8 del 2004 ed in particolare negli ultimi due anni e a predisporre un intervento per articolare le azioni finalizzate – così come deciso dal legislatore regionale – all’eliminazione dell’esercizio abusivo di tali professioni.
Domanda di rito: Hanno gli assessori relazionato come richiesto dal consiglio?
Nel dubbio, ci si attiene ai fatti: il problema persiste alle porte dell’inizio della nuova stagione.
Unica novità è la richiesta del comandante della polizia municipale di Palermo, dr. Nunzio Purpura, di istituire un “Gruppo di polizia Turisticaâ€, effettuata in data 30 marzo 2009.
In una lettera inviata a tutto il personale di polizia municipale il comandante afferma: è intendimento di questo comando a procedere all’istituzione di un gruppo di polizia turistica composto da personale altamente motivato e preparato, da adibire a presidio delle zone e dei beni culturali di particolare interesse turistico, che possa ben rapportarsi all’utenza straniera.
Il suddetto personale sarà individuato, ove possibile, tra coloro che daranno esplicita disponibilità facendo pervenire allo scrivente Ufficio,  entro 15 giorni dalla data della scrivente (dunque entro il 15 aprile) apposita istanza corredata da eventuale documentazione.
Dunque, siamo in attesa di un’evoluzione della questione, sperando in un’esito positivo.
Perché è impossibile che si continui a negare a chi ne ha diritto di svolgere il proprio lavoro.
E le guide turistiche non sono le sole a lamentare questo riconoscimento.
Purtroppo.

Lucia Castellana

Associazione “Voce al Meritoâ€

L’Associazione “Voce al meritoâ€Â Â  è un’organizzazione democratica,  non violenta, laica, pluralista e senza fini di lucro. Si propone di riportare Etica, Merito e Valori al centro del dibattito sociale ed universitario, in qualità di valore fondativo che trascenda le parti e possa essere abbracciato in maniera bipartisan.
Finalità dell’Associazione è l’esercizio di ogni attività di carattere informativo, ricreativo, culturale, artistico, sportivo e sociale che concorra a promuovere la socializzazione ed a facilitare i contatti ove ve ne sia bisogno. Si vuole altresì incentivare il sano ed autonomo impiego del tempo libero in uno spirito di amicizia e solidarietà; tali attività sono specialmente finalizzate alla sensibilizzazione culturale degli studenti universitari dell’Ateneo di Palermo ed a  chiunque voglia accedere alle attività sotto menzionati tratte dallo statuto che ci guida:

a)Ideare e realizzare attività in ambito universitario con lo scopo di creare e migliorare i servizi per gli studenti all’interno dell’Ateneo di Palermo e promuovere il mutualismo come strumento di solidarietà tra Studenti, per la realizzazione di servizi e consulenze con l’obiettivo di estendere la partecipazione democratica e l’ aggregazione tra gli studenti;

b)progettare, creare, sviluppare metodi di intervento atti alla promozione del benessere sociale.

Altro obittivo molto importante è quello di cercare di riappropriarci di quel mondo che ormai versa nel totale controllo del baronato e dei massimi esponenti di governo che proprio in questi giorni apportano l’ultimo attacco al nostro futuro, limitando la professione dell’avvocatura a chi possiede denaro in abbondanza per mantenersi agli studi, e tagliando fuori chi è in situazioni disagiate, uccidendo di fatto il diritto allo studio, e quindi minando pesantemente le basi del nostro avvenire; per non parlare di tutte le organizzazioni paramafiose, massoniche e non, che si creeranno relativamente ai corsi obbligatori e a pagamento da seguire, oltre che alimentare il solito sistema clientelare di amicizie alle quali bisogna rivolgersi per riuscire nella scalata sociale; ecco il perchè di “Voce al merito†, perchè la meritocrazia è morta e noi siamo chiamati a resuscitarla.
Tutte le iniziative che l’Associazione  “Voce al merito†promuoverà per raggiungere lo scopo che si propone, saranno ampiamente documentate sul gruppo di facebook che verrà gestito dall’Associazione che già gode di grande successo in internet. Inoltre l’Associazione  si ripropone di essere presente in facoltà e vicino a tutti gli studenti e di organizzare manifestazioni ed eventi che vedranno anche il connubio di importanti personaggi pubblici.
Uno degli obiettivi primari dell’Associazione  sarà anche quello di lottare insieme per un futuro migliore, di riformare il corso di studi per meglio venire incontro alle necessità che si prospettano. Concludo pregandovi di leggere sia le proposte malsane del ministro Alfano, e sia le nostre controproposte.

Vito Attanasio

Scelte Razionali: Soluzione per la Crisi

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Con 400 milioni di euro si potrebbero fare tante cose, come è facile immaginare. Ad esempio un bonus di 500 euro a 800.000 persone, oppure uno stipendio di 700 euro al mese, per un anno, a quasi 50.000 persone.

Invece qual è la grande idea del Governo Berlusconi?

Spendere 400 milioni per boicottare il Referendum sulla legge elettorale nazionale. Infatti, mentre il 6-7 di Giugno, gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo e, nella stessa data, in tanti comuni e province d’Italia si svolgeranno le elezioni amministrative, il voto per il Referendum dovrebbe slittare alla settimana successiva, ovvero il 15 Giugno.

Ma in cosa consistono questi tre quesiti referendari che modificherebbero la legge elettorale?

I primi due quesiti riguardano l’abrogazione dell’assegnazione del premio di maggioranza alle coalizioni, sia alla Camera che al Senato. Il terzo quesito, invece, prevede il divieto di candidarsi e, dunque, essere eletto, in più circoscrizioni.
Molti, di certo, penseranno che questo spostamento sia una questione di poco conto e che, tutto sommato, non è che cambi poi molto. Peccato che questo “giochino” costerà agli italiani proprio 400 milioni di euro, che si potrebbero risparmiare se il referendum venisse accorpato alle europee.

Una scelta assolutamente irresponsabile da parte della Lega e del Pdl, in un momento di grave crisi economica, dettata da motivi di carattere esclusivamente “di bottegaâ€.

La Lega ha, infatti, paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui potrebbe essere difficile raggiungere il quorum, perché gli elettori, stufi di andare alle urne, avendo già espresso il proprio voto per le europee, potrebbero scegliere di gran lunga restare a casa o trascorrere la giornata al mare, vanificando il tutto.

Ma cosa spinge la Lega ad operare in questo modo?

Innanzitutto, va premesso che il referendum è quello che si doveva tenere già lo scorso anno, prima della caduta del governo Prodi e, in caso di successo, verrebbe cancellato il “Porcellumâ€, la legge elettorale votata dal centro destra e così definita dal suo stesso creatore, l’allora ministro Calderoli. Una legge voluta da chi sapeva di perdere, varata poche settimane prima della fine della legislatura, e che voleva creare le condizioni perché l’avversario non potesse governare, come poi effettivamente avvenuto.

Italia dei Valori ha sempre sostenuto che quella vigente è una pessima, la peggiore legge elettorale. Perché non consente ai cittadini di scegliere gli eletti, scelta  che resta di competenza esclusiva dei partiti.

Il referendum abrogativo è uno dei pochi strumenti di DEMOCRAZIA diretta con cui una nuova legge elettorale può finalmente vedere la luce. Ma è ovvio che molto dipendera da noi Cittadini!

Perché,dunque,tanto ostracismo?

I motivi,come detto, sono di mera sopravvivenza politica, per aiutare la casta e assicurare la sopravvivenza dei piccoli partiti. La Lega, in particolare, se passasse il referendum, dovrebbe confluire nel Pdl, perdendo così quella che è la sua principale forza: la diversità da An e Forza Italia, caratteristica che la premia poi alle urne.

Poiché la legge elettorale riguarda il funzionamento del sistema democratico, essa andrebbe definita d’intesa tra tutte le forze politiche. Noi Giovani IdV di Palermo riteniamo, pertanto, che sia doveroso dare la parola agli elettori.

Su una questione così delicata nessuno può più rimandare; se la politica non è riuscita a trovare una soluzione alta e nobile, che siano i  Cittadini italiani a decidere!

Senza dimenticare che tutto questo si colloca in un contesto come l’attuale e gravissima crisi economica ed ecco perché ancor più risulta ingiustificabile gettare dalla finestra 400 milioni di euro che potrebbero essere investiti in modo diverso.

Come potrà “scusarsi” il Governo dicendo ai Cittadini che per i servizi sociali non vi sono risorse, che non vi sono fondi sufficienti per i precari, che è eccessivamente onerosa l’assistenza agli anziani e ai disabili?

Piuttosto quei soldi non potevano essere destinati ad incrementare quella famosa Social Card, inventata da Lega e Pdl, ma che poi non hanno finanziato?

di Antonio Cambria

Sunto del Consiglio Comunale 30/31.03.09

Resoconto consigli comunali del 18 e 19 marzo

Nella fase delle comunicazioni viene chiesto se è prevista la presenza del vicesindaco ed Ass. all’urbanistica (Milone); dell’Ass. alle finanze ed alle partecipate (Bavetta). Giungono risposte affermative del pres. del consiglio Campagna con la specificazione (avvenuta qualche minuto più tardi che l’Ass. Bavetta potrà essere presente dopo le 13.30).

Aurelio Scavone (IDV): riferisce di aver appreso dai giornali che il pres. AMIA intende chiedere un mutuo di 15 milioni di euro per risanare le casse. Questa risulta una posizione gravissima, si chiede pertanto la convocazione in aula dello stesso presidente e del ragioniere generale. Il pres. Campagna si dice d’accordo con la posizione espressa dal Cons. Scavone, nell’eventualità di una tale azione da parte del Pres. AMIA.

Cesare Mattaliano (IDV):Chiede, in riferimento agli inspiegabili ritardi nella presentazione degli emendamenti del regolamento cultura, di inoltrare una lettera per convocare urgentemente chi di competenza ad essere presenti alle commissioni . Chiede inoltre che il pres. campagna si faccia promotore a nome dell’intero consiglio di inoltrare un lettera al Palermo Calcio in cui i componenti del consiglio comunale rinunciano al biglietto di ingresso in segno di “protesta†contro le presunte collusioni mafiose apprese dai giornali e che implicherebbero la stessa società sportiva. Il pres. Campagna ritiene che non può farsi portavoce a tal riguardo.

Angelo Ribaudo (IDV): Chiede se il pres. del consiglio Campagna si fosse attivato in merito ad alcune sollecitazioni che erano state richieste sui problemi sorti in capo alla mancanza della polizia turistica. Il pres. Campagna afferma che si sta procedendo. (Il consigliere Ribaudo fa sapere che : “oggi il Comandate dei VV UU di Palermo inizia la ricognizione per rimpinguare il nucleo turistico dei vigili.
Dopo mozioni,emendamenti,riunio

ni e sollecitazioni pare che sull’argomento abbiamo sfondato sia come gruppo che come consiglio comunale tutto,a breve quindi in città avremo più controlli ,più assistenza ai tanti turisti e alla guide ed accompagnatori….” )

Per quanto riguarda l’ordine del giorno, si prevede la trattazione del problema LSU e di una proposta di deliberazione sul PEEP (piano di edilizia economica e popolare).

In tal senso viene richiesta la presenza, entro il limite della discussione finale del Senatore Carlo Vizzini che già dal 2006 denuncia “il rischio di infiltrazioni mafiose nell´affare edilizio delle cooperative a Palermoâ€. L’opposizione ricorda che lo stesso Senatore (un autorevole esponente della maggioranza a Palermo) ha anche recentemente affrontato il tema del Peep ribadendo che questo, così come predisposto dalla commissione non risolve alcun problema per l’emergenza dei senza tetto ed, inoltre, potrebbe essere inteso come un favore per la stessa Mafia.

Chi ha stilato il progetto del peep è il prof. Sergio Vizzini, il quale prevede la costruzione di 7200 nuovi alloggi.
Il pres. campagna dopo aver convocato al tavolo i capigruppo decide di accantonare la delibera PEEP e passare alla trattazione del problema riguardante gli LSU.
Dopo una ulteriore breve interruzione si decide di tornare indietro. Si continua col PEEP.

Prende parola il pres. della commissione urbanistica Inzerillo (maggioranza), il quale espone i lavori della commissione in merito al progetto di cui sopra. Nello specifico si prevede la costruzione di:

7200 alloggi (sulla base di un vecchio studio del prof. Vizzini che prevedeva la costruzione di 18.000 nuovi alloggi) il 40% appunto del totale. Di cui –> 3.500 di natura Popolare + 3.500 di natura convenzionata (cooperative).
Pensate che è lo stesso Inzerillo a specificare che non esistono attualmente fondi per la costruzione dell’edilizia popolare…

Fabrizio Ferrandelli (IDV): Si dichiara sconcertato dall’assenza in aula della maggioranza e chiede al presidente quando è previsto l’arrivo dell’Ass. Bavetta (previsto per le 13.30) ma in ulteriore ritardo (prenderà parola verso le 15.00).

L’ass. Milone specifica che ciò che si chiede all’aula è una proposta di delibera e rende noti alcuni dati (frutto di uno studio commissionato ed aggiornato al marzo 2009)sulla erroneità dello studio Vizzini (paradossale!) che comunque viene preso in esame per la elaborazione dei 7200 nuovi alloggi.

L’errore che viene fatto è infatti quello di aver elaborato un progetto sulla base di uno studio effettuato quando la popolazione di Palermo era prevista in aumento. In verità gli ultimi dati (compresi quelli commissionati da Milone) rendono chiara l’idea che gli abitanti della nostra città sono in diminuzione (per cui non si capisce dove sta l’emergenza da 7200 alloggi).

Il gruppo Itali dei Valori ritiene che il numero espresso dalla maggioranza in merito all’emergenza alloggi è palesemente sovradimensionato. Che, per questo, per ottemperare entro breve tempo all’emergenza dei senza casa, sarebbe auspicabile procedere con l’esproprio delle case “abbandonate†nel centro storico (si parla di circa 30.000 alloggi di cui 10.000 recuperabili). Così facendo si risparmierebbero i soldi per la creazione degli allacci essenziali (fogne, luce…) e si darebbe una risposta immediata alla vera emergenza. Altra proposta è quella di favorire mutui a tasso agevolato per le coppie, favorendo così il mercato privato.

In fine con la (finalmente) presenza dell’Ass. Bavetta si è trattato del caso “Palermo Ambienteâ€; Società che per legge avrebbe il compito di controllare AMIA. Tale società è stata messa in liquidazione (sbagliando clamorosamente) dall’attuale maggioranza creando notevoli disagi per i dipendenti.

Tale liquidazione appare, appunto, illegittima ai sensi si legge. Inizialmente l’Ass. intravede 3 soluzioni al problema, tra cui quella di far confluire i lavoratori temporaneamente in AMIA (!!!) per contrattualizzarli. Inserendo così i controllori dentro i controllati (!!). Altra soluzione per pagare gli stipendi arretrati sempre prospettata dall’Assessore è quella di fargli acquisire altra funzione.

Per andare al nocciolo della questione, dopo l’intervento dell’opposizione sulle assurdità espresse da Bavetta e dopo qualche telefonata chiarificatrice intercorsa tra lo stesso assessore e qualcun altro, si dice pronto a presentare in commissione una bozza di contratto per i lavoratori e la ri-contrattualizzazione della società Palermo Ambiente, ammettendo indirettamente il grave errore della maggioranza.