Archivio di Febbraio 2009

PubblicitĂ  regresso

PubblicitĂ  regresso

Nonostante le false dicerie circa la ormai conquistata parificazione dei due sessi, ancora oggi, per le donne la propria natura viene considerata come fonte di discriminazione.
Basta guardare nel campo del lavoro per vedere come quasi tutti i posti di rilievo siano occupati da uomini convinti della propria superiorità intellettuale, seguire un tg per notare come molte notizie riguardino atti di violenza perpetrati ai danni di donne indifese,  guardare uno di quegli stupidissimi programmi tv della sera per vedere donnette svestite ballare a ritmi sensuali.

Mi vergogno un po’ da donna a scrivere di queste cose, eppure ancora adesso se ne parla. Ancora oggi nell’era delle più avanzate tecnologie non si è riuscito a fare un passo avanti molto significativo: vedere la donna nella sua vera essenza e non come simbolo di  una merce da utilizzare a piacimento.
E non a caso uso questi termini; ultimamente si è aperta una discussione in merito all’utilizzo dell’immagine femminile per una campagna pubblicitaria di un’azienda leader nel settore dell’abbigliamento, la Re****, mi limito a citarne le iniziali per eviare di pubblicizzarla più di quanto si dovrebbe, in fondo si sà la logica di queste aziende è sempre la stessa: parlatene bene o male, non importa, cioè che conta è solo parlarne!
I cartelloni pubblicitari incriminati ritraggono due donne nel momento dell’arresto da parte di due poliziotti. Mediante quest’immagine si tenta di far passare lo stereotipo della donna sottoposta, indifesa, compiacente e provocante che incita gli uomini ad abusare di lei.
Sappiamo benissimo come attraverso i mezzi di comunicazione di massa, come lo è una campagna pubblicitaria, si veicolino concetti e argomenti che vanno ben oltre una semplice foto e quella di cui stiamo parlando si qualifica come una vera e propria lesione della dignitĂ  della donna: ancora oggi si fatica a diffondere il messaggio ben piĂą profondo e veritiero  di essa come essere dotato di intelligenza e coscienza,  non facendo altro che violare in questo modo ogni principio di pari opportunitĂ . Leggi tutto… »

Intervista di CULT al nostro coordinatore

Sul numero di febbraio di CULT magazine c’è un articolo-intervista di Monja Caiolo ai responsabili delle sezioni giovanili locali di vari movimenti politici: fra questi il nostro coordinatore Giuseppe Mammana.

Di seguito il pezzo, fare click per ingrandire.

Intervista Mammana - parte 1    Intervista Mammana - parte 2

Un bagno di disinteresse!

Piscina comunale

Ci sentiamo in dovere di cogliere il malcontento di quei cittadini che vorrebbero usufruire della piscina comunale, ma che si trovano impossibilitati nel farlo a causa della cattiva gestione di questo servizio.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un caso di disinteresse nei confronti delle richieste di chi paga le tasse e pretende un servizio adeguato.

Il Consiglio Comunale non ha nuovamente voluto affrontare il problema..sarà perchè ancora non siamo in campagna elettorale?!?!

Noi cittadini, nuotatori “pubblici”, chiediamo soltanto:

- Il ripristino del numero di corsie concesse al pubblico

- L’aumento dei giorni in cui è possibile utilizzare la nostra piscina

- Di evitare che l’uso degli spazi esterni sia riservato ai soli nuotatori
agonistici

- La garanzia di un servizio di assistenza ai bagnanti, senza il quale non è
possibile accedere ai locali ( a meno che non siate bagnini e vi assumiate la
responsabilitĂ  di auto-salvarvi in caso di necessiĂ )

- PiĂą pulizia e servizi efficienti, soprattutto per i disabili.

La risposta che l’Amministrazione Comunale da a queste richieste è il silenzio.

Vi proponiamo, allora, due soluzioni:

1) Inviare tante e-mail ad Alessandro Anello, Assessore allo Sport della   Giunta Cammarata, dichiarando lo sdegno sulla gestione della Noetra piscina comunale e invitandolo ad assumersi la responsabilitĂ  di problemi di sua competenza!  (l’indirizzo è assessoratosport@comune.palermo.it)

2) Chi può, in alternativa, diventi bagnino o nuotatore professionista!!

P.s.:  è possibile, inoltre, firmare una petizione on-line qui.