4000 imprese del metallo: i rigattieri

4000 imprese del metallo: i rigattieri

Quante volte avete visto qualcuno con una motoape (la cosiddetta lambretta) rovistare tra i rifiuti per strada e vi siete posti una serie di domande sulla “natura” di quest’attività?

E’ un mestiere antichissimo. Lunedì scorso, verso le 09.00 a piazza Indipendenza si è riunita una folla di rigattieri del metallo (così si chiama questa figura “lavorativa”) muniti di mezzi di ogni sorta. Tutti davanti la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana a manifestare in modo pacifico per ottenere un diritto che fino a qualche mese fa nessuno gli aveva mai contestato: lavorare raccogliendo scarti ferrosi per venderli a delle piattaforme di riciclo.

Di recente applicazione, è infatti, lo stato d’emergenza per i rifiuti anche nella nostra Regione: ne consegue una serie infinita di eventi che coinvolge più di 4000 famiglie solo a Palermo e provincia.

La Legge 210/08 che disciplina “l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti” rende fuorilegge chi raccoglie i rifiuti (che fondamentalmente diventano di AMIA una volta depositati a terra dal cittadino), chi li trasporta e chi li compra!

Portavoce per la categoria di lavoro in questione è Gabriele Dulcetta, Presidente dell’ APAS (Associazione Protezione Ambiente e Servizi), che condivide con i rigattieri la stessa triste sorte lavorativa operando anch’egli nel settore della raccolta differenziata.

Noi Giovani IDV di Palermo ci siamo fatti carico di alcune esigenze organizzative dei due gruppi offrendo assistenza legale, tramie il nostro avvocato Leonardo Di Franco, e politica, appoggiando la protesta forti dell’aiuto del nostro gruppo consiliare.

Grazie alla disponibilità della D.I.G.O.S. è stata autorizzata un’altra manifestazione: mercoledì scorso si è infatti svolto un sit-in durante il quale si è tenuto un tavolo di confronto con le istituzioni regionali. Il risultato è molto promettente, visto che molti rigattieri saranno autorizzati, con una proroga di circa sei mesi, a continuare la loro attività. E’ chiaro che a questo punto diventa necessario regolarizzare la posizione di quanti, di fatto, svolgono un vero e proprio lavoro in qualità di piccola impresa privata.

Per questo motivo la CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) s’è presa l’onere di svolgere tutte le pratiche burocratiche che porteranno al riconoscimento di questa categoria di settore.

Insieme al CNA abbiamo iniziato oggi a censire mezzi e persone, tutto un pomeriggio per aiutare queste 4000 famiglie a velocizzare gli step necessari. Confidiamo nella volontà delle istituzioni di non giocare con la vita di quanti non chiedono nulla se non portare a casa un pezzo di pane in maniera del tutto onesta.

Un ultimo senso di preoccupazione va, doverosamente, ai giornali che su questa vicenda sono stati ampiamente informati e non hanno speso nemmeno un trafiletto a bordo pagina per informare i cittadini di un’emergenza così ingente!

Continueremo a seguire da vicino tutta la vicenda, già dalla prossima settimana ci dovrebbero essere novità importanti sulla questione.

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