Archivio di Febbraio 2009

Il consiglio comunale al gran BALLarO’ in tv

Il consiglio comunale al gran BALLarO' in tv

Ieri sera al Consiglio Comunale di Palermo è giunta una troupe televisiva della rinomata trasmissione “Ballarò”. A quanto pare si sta preparando una trasmissione ad hoc su Palermo. Più precisamente sull’attuale situazione economico-amministrativa della nostra città.

Ieri persino il corriere della sera (ma anche il quotidiano “libero” in precedenza) si è occupato della pesante situazione finanziaria e di paralisi amministrativa in cui versa il comune. Essendo necessaria un’apposita autorizzazione per procedere alla registrazione audio-visiva dei consigli ed essendo quest’ultima rilasciata con anticipo, si è assistito ad una sfilata di gran parte dei consiglieri in aula.

Le riprese effettuate non corrispondono nella maniera più assoluta a quanto accade sistematicamente nei consigli comunali della nostra città. Prova ne sia che al momento dell’uscita della troupe i banchi della maggioranza contavano 4 consiglieri (prove alla mano!).

Per dimostrare quanto dichiariamo siamo pronti a richiedere per l’ennesima volta la registrazione, d’ora in avanti, delle sedute. Una volta rilasciata l’autorizzazione, la presenza in aula della trasmissione ha fatto correre in consiglio buona parte dei consiglieri di maggioranza, cosa che normalmente non avviene. Le riprese effettuate, pertanto, non corrispondono minimamente a quanto accade di solito nel Consiglio Comunale della nostra città.

Il gruppo dei Giovani di Italia dei Valori segue tutte le sedute del Consiglio dal vivo e, per questo, vogliamo sottolineare la nostra più totale contrarietà a mandare in onda un eventuale filmato in cui compaiono come presenti buona parte dei consiglieri in aula. La realtà dei fatti, infatti, è di tutt’altra specie!

4000 imprese del metallo: i rigattieri

4000 imprese del metallo: i rigattieri

Quante volte avete visto qualcuno con una motoape (la cosiddetta lambretta) rovistare tra i rifiuti per strada e vi siete posti una serie di domande sulla “natura” di quest’attività?

E’ un mestiere antichissimo. Lunedì scorso, verso le 09.00 a piazza Indipendenza si è riunita una folla di rigattieri del metallo (così si chiama questa figura “lavorativa”) muniti di mezzi di ogni sorta. Tutti davanti la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana a manifestare in modo pacifico per ottenere un diritto che fino a qualche mese fa nessuno gli aveva mai contestato: lavorare raccogliendo scarti ferrosi per venderli a delle piattaforme di riciclo.

Di recente applicazione, è infatti, lo stato d’emergenza per i rifiuti anche nella nostra Regione: ne consegue una serie infinita di eventi che coinvolge più di 4000 famiglie solo a Palermo e provincia.

La Legge 210/08 che disciplina “l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti” rende fuorilegge chi raccoglie i rifiuti (che fondamentalmente diventano di AMIA una volta depositati a terra dal cittadino), chi li trasporta e chi li compra!

Portavoce per la categoria di lavoro in questione è Gabriele Dulcetta, Presidente dell’ APAS (Associazione Protezione Ambiente e Servizi), che condivide con i rigattieri la stessa triste sorte lavorativa operando anch’egli nel settore della raccolta differenziata.

Noi Giovani IDV di Palermo ci siamo fatti carico di alcune esigenze organizzative dei due gruppi offrendo assistenza legale, tramie il nostro avvocato Leonardo Di Franco, e politica, appoggiando la protesta forti dell’aiuto del nostro gruppo consiliare.

Grazie alla disponibilità della D.I.G.O.S. è stata autorizzata un’altra manifestazione: mercoledì scorso si è infatti svolto un sit-in durante il quale si è tenuto un tavolo di confronto con le istituzioni regionali. Il risultato è molto promettente, visto che molti rigattieri saranno autorizzati, con una proroga di circa sei mesi, a continuare la loro attività. E’ chiaro che a questo punto diventa necessario regolarizzare la posizione di quanti, di fatto, svolgono un vero e proprio lavoro in qualità di piccola impresa privata.

Per questo motivo la CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) s’è presa l’onere di svolgere tutte le pratiche burocratiche che porteranno al riconoscimento di questa categoria di settore.

Insieme al CNA abbiamo iniziato oggi a censire mezzi e persone, tutto un pomeriggio per aiutare queste 4000 famiglie a velocizzare gli step necessari. Confidiamo nella volontà delle istituzioni di non giocare con la vita di quanti non chiedono nulla se non portare a casa un pezzo di pane in maniera del tutto onesta.

Un ultimo senso di preoccupazione va, doverosamente, ai giornali che su questa vicenda sono stati ampiamente informati e non hanno speso nemmeno un trafiletto a bordo pagina per informare i cittadini di un’emergenza così ingente!

Continueremo a seguire da vicino tutta la vicenda, già dalla prossima settimana ci dovrebbero essere novità importanti sulla questione.

Il lupo perde il pelo…

Il lupo perde il pelo....

Il Comune di Palermo sembra averne combinata un’altra…..

Questa volta a testimoniarlo, come se ce ne fosse ancora bisogno, è il bando di concorso, pubblicato il mese scorso, attraverso cui verranno assunti sette nuovi assistenti di produzione e pubbliche relazioni. Quest’ultimo, infatti, contiene una particolarità assolutamente degna di nota: l’art. 3 dello stesso, infatti, riserva l’ottantacinque per cento dei posti messi a concorso al personale non dirigenziale già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere al 01.01.2008, e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, presso il Comune di Palermo. È stato, comunque, escluso dalla riserva di posti il personale di diretta collaborazione degli organi politici.

E meno male, verrebbe da aggiungere….

Peccato, tuttavia, che nonostante tale precisazione, la legittimità del bando rimanga ugualmente dubbia. Esso, infatti, sembrerebbe porsi in contrasto con il testo aggiornato del decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 1994, n. 487, recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e sulle modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzioni nei pubblici impieghi. Quest’ultimo, all’art. 5, si occupa delle categorie riservatarie e stabilisce espressamente che la riserva in loro favore non può superare, complessivamente, la metà del totale dei posti banditi.

Non ci sentiamo di trarre facili conclusioni sulle “motivazioni†che hanno potuto condurre i redattori del bando a prevedere una riserva dell’85% in luogo di quella, prevista dalla legge, del 50%. Non cadiamo, pertanto, in facili considerazioni circa eventuali logiche di favoritismo che possano o meno stare dietro tale scelta. Ammettiamo che si sia trattato di una “svistaâ€â€¦

Ciò non toglie che tale vicenda resta, comunque, un’ulteriore testimonianza delle modalità di gestione, assolutamente poco convincenti, che caratterizzano l’attuale amministrazione comunale.

Porteremo avanti la questione, seguiteci!

Resoconto incontro Coordinamento Nazionale Donne IDV

Resoconto incontro Coordinamento Nazionale Donne IDV

In data 7/02/09 si è riunito a Roma, previa convocazione della Coordinatrice Nazionale Sen. Patrizia Bugnano, il Coordinamento Nazionale Donne IDV.

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FORUM FEMMINILE DI IDV
E’ stato attivato un Forum Femminile sul sito di Italia dei Valori al quale tutte le iscritte/simpatizzanti sono invitate ad iscriversi per iniziare un percorso di condivisione e di scambio sinergico di idee, esperienze ed attività confrontando anche le diverse realtà territoriali.

IN SICILIA:
Si ribadisce l’invito ad inviare commenti (donne.sicilia@italiadeivalori.it), pensieri, relazioni o suggerimenti su argomenti di vostro interesse e/o su argomenti di attualità che riguardano la vostre realtà territoriali per pubblicarli sul sito Sicilia dei Valori IDV al femminile.

Sarà un importante passo per raccogliere problematiche,criticità o per denunciare illegalità nel nostro territorio siciliano, guardando le cose da un altro punto di vista diverso e complementare.

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Il sistema perfetto

Più ci penso e più ne sono convinto: il Cavaliere non è cattivo. Mai in vita sua ha agito per astio o vendetta, neppure verso i tanto vituperati comunisti - e questa è la mia prima opinione; la seconda è che raffreddare gli animi convenga anche a noi. Plachiamo dunque rabbia e indignazione, mettiamo al bando caricature e rappresentazioni pittoresche: soltanto a mente fredda possiamo cogliere il senso del personaggio Silvio Berlusconi. E capire che dietro le sue parole e le sue azioni non ci sono valori, ispirazioni ideali, modelli identitari, ma semplice utilitarismo. Se il Cavaliere fa o dice una cosa, è semplicemente perchè lo ritiene funzionale a un qualche vantaggio personale. Il modello del “partito-azienda”, in questo senso, è un sistema perfetto.

Per capirci qualcosa - allora - è molto utile “prendere appunti”, perchè il senso di certe strategie del Silvio nazionale lo si coglie a posteriori, inanellando fatti apparentemente sconnessi.

Prendiamo la recente “corsa contro il tempo” per “salvare Eluana”. L’argomento è delicato e non intendo entrare nel merito di altro che dell’azione politica. Tanto per cominciare, come hanno chiaramente dettagliato Giorgio Napolitano nella sua nota e Marco Travaglio a Passaparola, un decreto del governo non può cancellare gli effetti di una sentenza giurisprudenziale (quella della Procura di Milano che ha consentito la sospensione dell’alimentazione). E’ il basilare principio della separazione dei poteri.

Antonio Di Pietro intravede l’ennesimo tentativo di “spaccare il paese, renderlo ingovernabile”, peraltro facendo leva sull’indebolimento sostanziale del potere della magistratura.  A ben guardare, però, forse c’è un profilo di intenti più preciso e complesso.

La vera domanda è: come mai un partito che si definisce aconfessionale, anzi quasi “anarchico” su questioni di etica e morale ha assunto una posizione (quella della “vita a tutti i costi”) che altra giustificazione non trova se non sui fondamenti di una linea politica confessionale e cristiana?

La risposta è la stessa per cui Clemente Mastella è stato ripescato dal limbo: l’intento del Cavaliere, secondo me, è semplicemente quello di “catturare” la fascia cattolica dell’elettorato in previsione delle elezioni europee. E aggiungo, con un filo di cinismo, che questo spiega il considerevole ritardo del suo intervento “pro-life”: di certo un’azione “caritatevole” giocata sul filo di una vita in sospeso ha dalla sua la fascinazione dell’”eroismo”.

Esagero? Forse. Ma come ho già detto, un minimo di disincanto è indispensabile per svelare gli ingranaggi di questo “sistema perfetto”.