InfAMIA in Consiglio Comunale

Nei giorni scorsi si e’ potuto assistere all’interno del Consiglio Comunale all’ennesima dimostrazione di immoralità della maggioranza che sostiene Cammarata.
Il Comune di Palermo detiene le quote azionarie dell’AMIA Spa. Quest’ultima ha accumulato fino ad oggi debiti per molti milioni di euro.
La causa di questo enorme dissesto finanziario è frutto della cattiva gestione del suo ex presidente, del direttore generale e di tutto il consiglio di amministrazione in carica. I vertici dell’AMIA risultano, pertanto, iscritti nel registro degli indagati anche per falso in bilancio.
I consiglieri comunali dell’Italia dei Valori hanno tentato di portare all’attenzione del sindaco e del Consiglio la delicata situazione in cui versa l’ente. L’intero Consiglio Comunale, ad eccezione dell’Italia dei Valori, ha deciso di insabbiare la questione, preferendo il silenzio omertoso di chi sa e non vuol che se ne parli.
L’art. 2622 del Codice Civile stabilisce che per poter procedere all’accertamento dei fatti è necessaria la querela. Gli unici soggetti preposti a presentarla sono:
1) Il sindaco
2) L’AMIA Spa nella persona del suo rappresentante legale
3) I creditori dell’AMIA danneggiati
La legge prevede, infine, un termine di 90 giorni per la presentazione della querela, scaduto il quale non sarĂ piĂą possibile accertare i fatti con conseguente impunitĂ dei responsabili.
Per queste motivazioni noi Giovani di IDV portiamo a conoscenza degli organi di informazione il seguente comunicato stampa:
“Il consiglio direttivo dei Giovani di Italia dei Valori di Palermo esprime una profonda preoccupazione in merito al comportamento omertoso portato avanti dalla maggioranza del Consiglio Comunale che mira a mantenere il silenzio sulla tormentata situzione di crisi finanziaria dell’AMIA Spa.
I Giovani dell’Italia dei Valori auspicano che il sindaco si esprima sulla questione ponendo in essere, così come disposto dall’art. 2622 c.c., la necessaria querela per poter procedere all’accertamento delle possibili responsabilitĂ penali ed amministrative.
Fermo restando che una mancata azione da parte del suddetto configura una palese ammissione di complicità , quantomeno morale, nei confronti dei presunti illeciti su cui sta indagando la Guardia di Finanza.”






















