RealtĂ  capovolta. Capovolgi l’ampolla e cadrĂ  la neve

Di cosa ha bisogno oggi chi vuole capovolgere la veritĂ  dei fatti? Poniamo, per assurdo, che io debba convincere l’opinione pubblica (la maggior parte di questa è sufficiente per la politica) di un certo fatto. Di cosa dovrò servirmi? Delle TV, dei giornali ed internet. Tenete a mente l’obiettivo, vale a dire la maggioranza dell’opinione pubblica. I calcoli sono matematici e la matematica è assodato, non è un’opinione. Chi guarda la tv? Cosa guarda? A che ora la guarda? Per risalire a questi dati, basta controllare e, quindi esaminare, i dati auditel.

La nostra attenzione sarĂ  focalizzata prettamente sull’informazione. Quest’ultima viene dai Telegiornali Rai e di Mediaset. Proviene inoltre, da qualche approfondimento giornalistico quale, ad esempio, il pessimo modello di Porta a Porta, il tanto discusso Annozero o Matrix e via dicendo.

Per quanto attiene i Telegiornali, la maggioranza dell’opinione pubblica si forma col Tg1 ed il Tg5 che, insieme, fanno il 60% di share giornalistico. La maggioranza per l’appunto. Se poi consideriamo come surplus il Tg4 (è sufficiente il nome), il Tg di Italia 1(ove è lui il padrone) , che percentuale otteniamo? Otteniamo una maggioranza assoluta pari all’80%. Per quanto attiene il Tg di Rai1, vale la regola che, far dire “A” a Tizio, “B” a Caio e “C” a Sempronio, non aiuta a capire nulla. Anzi si ottiene, di riflesso, il risultato opposto. Non solo. Essendo il Tg1 quello piĂą seguito è molto semplice capire che il vero approfondimento giornalistico, quello che neppure la carta stampata riesce piĂą a fare, non verrĂ  mai fatto in quel contenitore così tanto ampio e per questo pericoloso. Per la serie, non “pestiamoci i piedi”, dove chi parla è il politico di turno. Per il secondo (il Tg5) vale lo stesso principio, in linea di massima, che lo accomuna al giornale della Rai, con l’aggravante che spesso viene utilizzato come primo organo di comunicazione diretto del Premier. Pertanto, come ovvia conseguenza, si trova in perfetta sintonia con lo stesso proprietario dell’azienda. In “formula” matematica potremmo dire, “prostrato a 90°”.

A seguire cosa possiamo aggiungere? Parliamo degli approfondimenti. Porta a Porta, Annozero, Ballarò e Matrix. Diciamo che la maggioranza dell’opinione pubblica passa da qui. Attenzione a non fare confusione. I Tg “raccolgono” tutti, gli approfondimenti no. Ed ancora, in una settimana ci sono 7 prime serate ed i tanto contestati Annozero e Ballarò occupano due delle sette serate con diciamo 3 ore e mezza di diretta settimanale. Praticamente nulla se rapportato alla programmazione, sempre settimanale, di queste testate. Il pubblico è giĂ  prevalentemente di centro sinistra e non omogeneo come avviene, al contrario, per i Tg. In sostanza, per essere chiari, non si crea la maggioranza dell’opinione pubblica. Porta a porta e Matrix vanno in onda per 3/4 volte a settimana, in seconda serata. Sia ben inteso, non si crea la maggioranza neppure lì. Esaminati insieme hanno la loro valenza, anche se in modo meno marcato, proprio perchĂ© arrivano a ad un pubblico meno omogeneo. Attenzione, adesso scopriremo una “new entry” di tutto rispetto. Forse la piĂą importante. Non so se vi siete mai imbattuti in una trasmissione che opera in una fascia prima “scoperta”, sguarnita di “politichese” ed a cui arrivano fasce di popolazione che fanno sempre da “pendolo” per ottenere la maggioranza in parlamento. Si tratta di “Mattino5″. Programma che sulla carta dovrebbe fare intrattenimento (come “Uno mattina”), ma che in realtĂ  è fonte di un’informazione faziosa e tendenziosa. Attenzione niente obiezioni del tipo “ma Ballarò non è di parte? No, non confondiamo un approfondimento giornalistico (target diverso), attuato in presenza di contraddittorio, con un’informazione occultata da intrattenimento mondano che arriva a tutte le fasce ed in modo subdolo. Sapete chi troviamo quotidianamente in questa trasmissione?

Paolo Del Debbio: è tra i promotori della fondazione del partito Forza Italia, di cui è stato direttore dell’Ufficio Studi nazionale del partito; scrive per “Il Giornale” di proprietĂ  di Silvio Berlusconi e per il “giornale delle libertĂ ”, organo di informazione dei “Circoli della libertà”. E’ stato editorialista del “T.G.COM”. Mario Giordano: è stato direttore del telegiornale Mediaset di Italia 1, Studio Aperto; in seguito ha dato l’addio poichĂ© chiamato, il 28 settembre 2007, a dirigere “Il Giornale” di proprietĂ  di Silvio Berlusconi. Claudio Brachino: giĂ  nel lontano 1988 diventa dipendente del gruppo Fininvest; nel 1991 si trasferisce a Milano e diventa caporedattore del TG4; passa infine a Studio Aperto, telegiornale nel quale assume il ruolo di vicedirettore e conduttore del telegiornale di Italia 1; dall’ottobre 2007 è direttore di Videonews, testata giornalistica di Mediaset; dal gennaio 2008 conduce su Canale 5 con Barbara D’Urso “Mattino5″. Filippo Facci: scrive per il “Giornale” ed è apertamente schierato a fianco del suo Premier. La sua carriera su wikipedia è oscurata… nemmeno se fosse un funzionario del SISDE.

Ovviamente niente contraddittorio (neanche a parlarne, sta qui la loro forza) e fesserie a gogò senza interruzione alcuna. “Mattino5” ha raggiunto quasi l’audience del mattino di Rai1 e va in onda dal Lunedì al Venerdì per 2 ore e 30 minuti (per un totale, udite, udite, di 12 ore e 30 minuti di diretta settimanale) in quella che forse è la fascia piĂą importante per certi equilibri elettorali. Casalinghe e pensionati. Non è la maggioranza dell’Italia, d’accordo, ma forse puoi spostare proprio quello che serve per averla. Una fascia oraria che risultava fino a poco tempo fa del tutto scoperta e che, fra l’altro, si riallaccia per “genus” di audience ai Tg. Oggi quella lacuna è stata coperta. A questo punto rimane Sky. Sappiamo che ben 4,7 milioni di famiglie si informano lì. Sono note le ultime vicissitudini in tema di IVA. Qui si aprirebbe un enorme capitolo, e noi lo apriamo.

Tuonò il “Premier di Facci”: “La sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti ed in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset, che sta facendo partire un’emittente analoga. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole”. Il premier, dunque, replica e riparte all’attacco chiedendo al Pd di rompere con L’IdV “se vuole il dialogo”. Come ho accennato precedentemente, in mancanza di contraddittorio o in mancanza di contraddittorio ma con sproloquio bipartisan esasperato (vedi Tg1e Tg5) chiunque può dire tutto ed il contrario di tutto. Grazie alla presenza di pochi ma buoni giornalisti, come Marco Travaglio, cerchiamo di ricostruire una veritĂ  poco obiettabile, il piĂą corrispondente al vero storico.

Prima “inesattezza”: “La sinistra - dice il premier - aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky.”

Ma (riporto la mia sbobinatura del discorso di Marco Travaglio ad Annozero) “Nel 1995 in Italia governava Lamberto Dini, scelto da Berlusconi, a presidente di un governo istituzionale, oggi esponente del PDL ed era appoggiato dalla Lega e dal centro sinistra con l’astensione del centro destra. Ma soprattutto Sky non esisteva! C’era Tele+! E Tele+ l’aveva fondata Berlusconi il quale, per la legge Mammì, dovette in seguito cedere una parte delle quote, la maggioranza delle quote a degli amici ed a dei prestanome, conservando comunque 1/10 delle stesse; i manager erano tutti suoi. E quanto pagava Tele+ di IVA della Fininvest? Il 20%? NO! Il 10%? NO! Pagava il 4%!! Come mai? L’aveva deciso il ministro socialista Formica, governo Andreotti, prima repubblica. Anzi secondo la procura di Milano dietro quella decisione c’era pure una tentata corruzione. PerchĂ©? Perche secondo la tesi dell’accusa ci sarebbe un fax di un manager della Fininvest, Salvatore Sciascia, quello che è stato poi condannato per le tangenti alla Guardia di Finanza, quindi adesso è deputato nel Popolo delle LibertĂ . Sciascia chiedeva a Berlusconi in quel fax, di premere sul governo Andreotti per far promuovere alla Corte dei conti un dirigente del Ministero delle Finanze che si era tanto battuto per far avere a Tele+ l’iva al 4%. Poi il fascicolo si spostò a Roma dove riposò per anni e poi fu archiviato su richiesta di Adelchi d’Ippolito. Che fa ora D’Ippolito? E’ capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’economia con Tremonti.(…)E’ vero che le quote andavano unificate, ma l’Europa non ci aveva detto di metterla al 20% l’Iva, ci aveva detto solo di allinearle, poi sta ai governi…Tant’è che i paesi stranieri l’IVA sulle pay-tv l’hanno piĂą bassa. Eppure si poteva decidere di fare per esempio un adeguamento graduale per non dare una mazzata tutta insieme in periodo di recessione ad una azienda. Ora però dice Berlusconi lasciare l’IVA al 10% sarebbe stato confermare un regalo fatto dai comunisti a Murdoch, ma nel ’95 Dini voleva portarla addirittura al 19% l’IVA. Solo che poi protestarono i manager berlusconiani di Tele+, che pagava il 4%, come abbiamo detto ed il centro destra fece un emendamento che diceva di fermare al 10% l’IVA. Quell’emendamento passò con il voto decisivo di Rifondazione Comunista, tant’è che il PDS attaccò Bertinotti e gli disse vergognati, fai uno squallido regalo ad un monopolio legato alla Fininvest. (…)”

Seconda “inesattezza”: “(…) in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset, che sta facendo partire un’emittente analoga. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole”.

Ma… Sky paga di Iva 210 milioni di euro (97% del totale) vs Mediaset 3,6 anche perchĂ© l’aumento non vale per la pay-per-view di Mediaset Premium (2% del totale). Inoltre, aggiungo io, parlare di inesistenza di concorrenza tra le due tv è quantomeno bizzarro. Vi chiedo, su quali programmi Sky punta per il suo mercato? Semplice, Sport (calcio in particolare), Film, e Cartoon. Altra domanda. Su quali programmi Mediaset Premium punta per il suo mercato? Altrettanto semplice. Sport (Calcio), Film e Cartoon. Per cui non potendo considerare questa una coincidenza, non parlare di conflitto di interessi risulta alquanto paradossale. Questo anche perchĂ©, se da un giorno all’altro (dal 1° Gennaio 2009) togli ad una azienda 210 Milioni di Euro, quest’ultima ha due possibilitĂ . La prima è quella di farsi carico della maggiorazione dell’Iva non facendola pagare al consumatore. Questo porterebbe alla riduzione qualitativa e quantitativa dell’offerta derivante dai tagli alla spesa che si traducono in licenziamenti. La seconda andrebbe a pesare direttamente sul consumatore finale (in modo diretto), ma potrebbe comunque causa re una diminuzione del numero di introiti derivanti dalla diminuzione di abbonamenti siglati. Conseguenza? La stessa della prima ipotesi.

Ultime due riflessioni. La prima viene da una parte dei giornalisti di Mediaset che, stanchi di stare supini vorrebbero quantomeno distendere le articolazioni. Infatti, da quanto si apprende da una testata giornalistica, i giornalisti che lavorano per i programmi (“Matrix”, “Mattino 5”, “Pomeriggio 5”, “Verissimo”) e dipendono da “Videonews” protestano perché l’azienda ha snaturato l’informazione della rete, cancellando via via gli appuntamenti di approfondimento e moltiplicando quelli “rosa” e di gossip. Hanno così indetto 2 giorni di sciopero. A questa notizia non so come reagire. Mi spiego: se l’informazione che è stata, diciamo, così ridotta ha come modello quella di “Mattino5”, allora, bene, molto bene. Altrimenti male, molto male (poco plausibile, lo so). Infine collegandomi sempre con questo risvolto vorrei porre l’accento su un ultimo punto. In riferimento al privilegiare l’intrattenimento della De Filippi, di “Amici”, di Uomini e Donne e via dicendo. Cito, e mi avvio a conclusione, un accenno del discorso fatto dall’On. Antonio Di Pietro sul palco di P.za Navona: “Si arrabbiano quando lo diciamo ma la dittatura c’e’ anche se non é così evidente come una volta perché addormenta le coscienze e ti fa pensare che il mondo sia fatto di bagaglini e veline”.

Un commento a “RealtĂ  capovolta. Capovolgi l’ampolla e cadrĂ  la neve”

  1. Una lettrice Says:

    Constatazione obbiettiva, essenziale e mirata, nella sua semplicitĂ . Impariamo a beneficiare del telecomando.

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