Il giovane abbronzato e il vecchio lampadato

Good morning America. E’ quello che hanno pensato dopo il voto del 4 Novembre analisti politici, economisti e semplici cittadini che, come me, avevano finito per odiare quel paese che si identificava con la politica guerrafondaia e fallimentare del suo presidente-guerriero: ci sbagliavamo.
Gli elettori americani hanno avuto il coraggio di cambiare, di rinnegare, di disprezzare gli otto anni bui che hanno caratterizzato e macchiato la loro immagine nel mondo, e lo hanno fatto capire in modo così drastico che il candidato repubblicano McCain ha pregato in ginocchio Bush di non farsi mai vedere durante la campagna elettorale del loro partito.
Il 4 Novembre gli USA hanno scelto Barack Obama come simbolo di chiusura di quella triste pagina e di cambiamento netto, rispetto ad una politica reaganiana che ha saputo solo rovinare la vita di migliaia di famiglie che non hanno più visto tornare i loro figli dall’ Iraq o hanno perso i risparmi di una vita per colpa di banche spregiudicate ma con le spalle protette dal governo.
Chiaramente il mondo intero ha plaudito a questo voto storico( secondo molti sondaggi Obama avrebbe vinto in ogni Stato della terra con una media del 90% ) che rappresenta anche la prima volta di un afro-americano in quella Casa Bianca che fu costruita da schiavi neri quattro secoli fa. Di voto storico ha parlato persino lo stesso candidato sconfitto McCain, che si è immediatamente congratulato con il giovane vincitore…..Ecco!La mente ci sbatte subito giù dalle nuvole, riportandoci a quell’aprile del 2006, quando il candidato che perse le elezioni italiane per 24.000 voti, non solo non telefonò mai al vincitore, ma non riconobbe la sconfitta neanche dopo ricorsi in tutte le corti di competenza.
E’ lo stesso candidato che ottenne la maggioranza del senato per far cadere quel governo, offrendo ai senatori soldi e posti in RAI per graziose fanciulle a loro “vicine”, e che dopo aver vinto nel voto di quest’anno, criticò gli studenti che protestavano affermando che “scendendo in piazza non si risolvono i problemi”,dimenticando forse le proteste con “milioni” di persone in Piazza del Popolo contro la finanziaria di Prodi. Lo stesso famoso candidato, come ahimè sappiamo, nel frattempo è ritornato presidente, e ha salutato la vittoria di Obama facendo la solita ironia(che capisce solo lui) sul colore della pelle del giovane Barack. La clamorosa gaffe ha fatto il giro del mondo, assicurandogli attacchi frontali dai giornali di ogni angolo del globo….evidentemente la maggior parte dei giornalisti esistenti è chiaramente Comunista, come lo sono notoriamente le redazioni dell’Economist o del New York Times!!
Per carità, nessuno sta accusando il famoso candidato di essere razzista, forse era davvero geloso della naturale abbronzatura di Obama che tutte le lampade che si fa abitualmente non potranno mai dargli; resta comunque la mancanza di serietà in un momento accolto come riscatto dopo anni di sopprusi da tutti i neri del mondo.
Mi trovo pienamente d’accordo con Beppe Grillo quando si rattrista pensando al confronto tra il nostro paese e la nuova America di Obama, una grande nazione che ha avuto il coraggio di cambiare, e da cui tutti dovremmo prendere esempio.






















