ZTL: chi paga può inquinare!

ZTL: chi paga può inquinare!

L’introduzione della zona a traffico limitato (ZTL per gli amici) è l’ultimissima novità adottata dal sindaco della città di Palermo, già indaffarato tennista e avvocato, Diego Cammarata e dai suoi collaboratori, al fine di ridurre il livello di inquinamento nella nostra, sempre meno europea e sempre più nord-africana, città.
Dal 5 maggio, la città di Palermo conterà due ZTL adiacenti, denominate ZTL-A e ZTL-B, che coprono quasi tutta la città, lasciando libere al transito solo le zone più esterne e periferiche.

Voglio fare notare il differente requisito di certificazione antinquinamento per la vettura, per la ZTL-A da euro 3 in su e per la ZTL-B da euro 1 ad euro 3.

Inoltre una grossa porzione del confine della Zona-B coincide con quello della Zona-A, e questo vanifica, in buona parte, la severa restrizione delle autovetture della stessa perché, come gia saprete, lo smog non si propaga solo verticalmente!

Come può il sindaco di una città, che si suppone conosca benissimo, disincentivare l’uso del mezzo privato ed al contempo non fornire una valida alternativa pubblica ed ecologica?

Il traffico, forse, genera troppo inquinamento da rendere l’aria irrespirabile e pericolosa per la salute dei cittadini?

Ma se la situazione è così grave perché pagando si può riprendere ad inquinare come se nulla fosse?

I 21 milioni di euro (sì, ventuno) che entreranno nelle casse comunali grazie all’ennesima tassa-furto, come verranno spesi al fine di ridurre l’inquinamento?

Che il “Primo cittadino” abbia scoperto una nuova macchina con la miracolosa proprietà purifica inquinamento?

Il palermitano è costretto a ricorrere ai mezzi propri se vuole arrivare puntuale a lavoro e non intende perdere il posto sfidando la sorte con il gratta e AMAT.

Cammarata e i suoi ci costringono a preferire il mezzo di trasporto privato, non fornendo una valida alternativa pubblica, e contemporaneamente ci tassano perché non usiamo il trasporto pubblico ma quello privato.

Tutte le grandi città europee hanno ristretto in qualche modo l’accesso alle rispettive downtown al fine di limitare l’inquinamento ma prima hanno sempre offerto una valida alternativa al mezzo di trasporto privato: efficienti metropolitane multi linea con tempi di attesa pari ad un paio di minuti, intere strade di domino esclusivo dei tram, biciclette gratis. Tali realtà ci suggeriscono, per farla breve, che il trasporto su gomma è altamente inquinante, pubblico o privato che sia; inoltre sarebbe gradita una seria informatizzazione delle istituzioni nonché delle attività “da sportello†più quotidiane mirate a rendere sempre meno necessario lo spostamento fisico della persona.

Le grandi città europee ci insegnano, quindi, che l’unico e solo metodo per controllare qualsivoglia tipologia di inquinamento è non generare inquinamento.

Questa battaglia la vinceremo noi cittadini e comunichiamo a tutti che ci stiamo organizzando per il ricorso collettivo, presto ne saprete di più!

Lascia un commento